MESSINA – Il rione Taormina diventa teatro di memoria, identità e riscatto nella commedia “Marta, una storia di baracca”, l’ultima opera firmata dall’autore messinese Francesco Certo e portata in scena, domenica 22, al teatro “Annunziata” dalla compagnia “Terra di Gesù” (Mariella Costantino, Michele Careno, Ada Macrì, Tommaso Merrino, Letizia Lucca, Francesco Certo, Cettina Catania, Jacopo Gullà, Giuseppe Anastasi, Carla Sergi, Giovanna Certo, Pippo Morano, Maria Gallo, Davide Costantino, Ermanno Micheluzzi, Laura Giuffrida, Sara Bido, Gabriele Bottari, Angela Arena, Francesco Micari). Un lavoro che affonda le radici nella storia delle baracche messinesi, trasformando un contesto spesso dimenticato in un racconto corale capace di emozionare e far riflettere. E’ un affresco umano tra ironia e verità che segue le vicende di Marta e di un gruppo di abitanti delle baracche del rione Taormina, quartiere che da oltre un secolo convive con le ferite del terremoto del 1908. Certo sceglie di raccontare questo mondo attraverso un linguaggio diretto, vivace, intriso di dialetto e umanità, con tratti divertenti e altri intensi.
Sul palco si alternano personaggi che rappresentano l’anima del quartiere: donne combattive, uomini segnati dalla povertà in un ambiente in cui è più facile smarrire la via dell’onestà e intraprendere, ob torto collo, quella del malaffare. Figure che, pur nella loro semplicità, diventano simbolo di una comunità che nonostante tutto resiste e che non rinuncia alla propria dignità. La rappresentazione, accolta da un pubblico numeroso e partecipe, ha trasformato il teatro parrocchiale in un luogo di incontro tra arte e realtà. Le baracche, spesso percepite come un problema sociale, diventano qui un punto di partenza per raccontare storie di conflitti quotidiani, speranze e disillusioni. Francesco Certo, con una scrittura che alterna momenti comici a passaggi più intensi, riesce a restituire la complessità di un mondo che non è solo marginalità, ma anche dignità e memoria collettiva. “Marta, una storia di baracca” non è soltanto una commedia ambientata in un quartiere popolare: è un invito a guardare oltre i pregiudizi, a riconoscere la ricchezza delle storie che abitano le periferie, a dare voce a chi troppo spesso resta ai margini del racconto pubblico.
Pierferdinando Orlandi











