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Cultura

Il messinese Michele Falanga (1865-1937) al Museo del 900 di Milano

L’inserimento della sua opera in una realtà museale di così alto profilo rappresenta per noi un giusto tributo al suo talento e valorizza ulteriormente il patrimonio culturale della nostra amata città.

Gli Eredi M.F.comunicano l’ingresso dell’opera pittorica “Messina 1908” del Maestro Michele Falanga (1865-1937)  nella collezione permanente del prestigiosissimo Museo del 900 di Milano.

Questo significativo riconoscimento rende particolarmente orgogliosa la nostra associazione, impegnata da anni nella tutela e promozione dell’operato artistico e intellettuale del Maestro Falanga, figura di spicco del panorama culturale dei primi decenni del Novecento e importante esponente del Futurismo italiano.

Dalla relazione redatta dal Museo del 900 si legge (ne indichiamo uno stralcio, con intero atto disponibile presso l’albo pretorio online del Comune di Milano ):
“Messina 1908”, 1930-1937,  60 x 43,5 cm,  Tecnica mista e collage su pagina di quotidiano “Corriere della Sera” del 1920. 
 
Michele Falanga (Bagnara Calabra, 1865 – Messina, 1937) fu pittore, scrittore e figura originale del secondo Futurismo siciliano. Sopravvissuto al terremoto di Messina del 1908, esperienza che segnò profondamente la sua vita e la sua poetica, sviluppò una personale interpretazione dell’aeropittura futurista, realizzando opere su quotidiani e materiali poveri. La sua ricerca, a lungo dimenticata, intreccia dinamismo, memoria storica e sperimentazione visiva, tra suggestioni futuriste e attenzione al paesaggio urbano e mediterraneo.  Il dipinto di Michele Falanga trasfigura il terremoto di Messina del 1908 attraverso il linguaggio dinamico dell’aeropittura futurista: sulla prima pagina del Corriere della Sera, vediamo frammenti di architetture in rovina e velivoli in volo, in una composizione che unisce memoria storica e tensione verso la modernità, trasformando la tragedia in una visione, tra testimonianza e immaginazione tecnologica. Realizzata su carta, la composizione riflette l’originale ricerca di Falanga, che utilizzava i giornali come supporto pittorico e documento del proprio tempo.   
L’inserimento della sua opera in una realtà museale di così alto profilo rappresenta per noi un giusto tributo al suo talento e valorizza ulteriormente il patrimonio culturale della nostra amata città.
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