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Cultura

“Expo Arte dei Due Mari” 2026: la sez. “Fotografia” è curata da Antonella Mangano,l’attesa kermesse prenderà il via il 26 settembre

 La Fotografia come linguaggio contemporaneo di ricerca, documentazione e interpretazione

Raccontare l’arte attraverso prospettive diverse ma complementari con un unico fil rouge che ha come tema centrale quello delle “Connessioni”. Questa la sintesi di Expo Arte dei Due Mari, l’attesa kermesse che prenderà il via il 26 settembre riunendo per un mese artisti affermati e talenti emergenti, creando uno spazio di confronto, ispirazione e scoperta rivolto agli amanti della bellezza in tutte le sue forme. Promossa dalla Biennale d’Arte di Messina, con il presidente Gianfranco Pistorio e la vice Stefania Arcidiacono, l’Expo Arte dei Due Mari si svolgerà tra Messina e Reggio Calabria, diventando simbolo dell’incontro tra le due sponde dello Stretto. All’interno di questo grande contenitore artistico si inserisce anche la sezione Fotografia, intesa come spazio di riflessione sul presente, costruito attraverso il dialogo tra sguardo autoriale, memoria, territorio e responsabilità contemporanea. La curatela è affidata ad Antonella Mangano (foto), fotografa professionista e graphic designer, da anni impegnata nei campi della comunicazione visiva, della fotografia d’arte e della  formazione. <<Il percorso curatoriale – spiega Antonella Mangano – nasce dall’intento di restituire alla fotografia il suo valore di linguaggio critico, poetico e civile, capace non soltanto di documentare la realtà, ma anche di interpretarla, interrogarla e trasformarla in occasione di conoscenza. Il tema generale dell’Expo, “Ecocompatibilità. Verso un equilibrio possibile”, invita a una riflessione ampia sul rapporto tra essere umano, ambiente e territorio. L’ecocompatibilità non viene interpretata esclusivamente come tutela della natura, ma come necessità di ripensare il modo in cui abitiamo il mondo, utilizziamo le risorse, custodiamo le identità e riconosciamo le fragilità dei luoghi e delle persone. In questo contesto – sottolinea – la presenza di Shobha introduce nel percorso espositivo una forte dimensione civile e antropologica. Il suo lavoro raccoglie e rinnova l’eredità umana, etica e fotografica della madre, Letizia Battaglia, proseguendone l’attenzione verso la realtà sociale, i diritti, la memoria e l’universo femminile. La ricerca di Franco Carlisi – aggiunge – è invece legata alla memoria collettiva, ai riti sociali e ai paesaggi culturali del Mezzogiorno, mentre con Giuseppe La Spada, il percorso si apre a una dimensione maggiormente poetica, spirituale ed ecologica. Accanto a questi autori, la collettiva fotografica offrirà uno spazio di confronto tra generazioni, esperienze e linguaggi differenti, in cui ogni opera contribuirà alla costruzione di un racconto plurale>>.

 

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