Ci sono pitture che cercano di rappresentare il mondo e altre che sembrano attraversarlo. Le opere di Diana Marcadini appartengono a questa seconda possibilità. Non raccontano una storia precisa, non costruiscono una narrazione da seguire. Accadono. Emergono come immagini che conservano qualcosa di irrisolto, di aperto e di vulnerabile.
Il titolo della mostra nasce da questa impressione. Esposti non significa soltanto esposti allo sguardo. Significa essere consegnati a una condizione di fragilità, accettare la possibilità di essere attraversati dagli eventi, dal tempo, dalla memoria. È una parola che riguarda i corpi dipinti dall’artista, ma anche le opere stesse, chiamate a confrontarsi con la luce naturale, con il vento, con il paesaggio che le circonda.
Nei lavori presentati a Tenuta Rasocolmo il corpo appare spesso nudo, immerso nella vegetazione, lontano da qualsiasi costruzione eroica o idealizzante. Sono presenze che sembrano appartenere a una dimensione sospesa. Non posano, non si offrono allo sguardo. Esistono. Abitano uno spazio in cui il confine tra figura e ambiente diventa sempre più incerto. La natura che emerge da questi dipinti non è un luogo da descrivere. È una forza che assorbe. Gli alberi si dilatano, il colore invade la superficie, il paesaggio sembra respirare insieme ai corpi. In alcuni momenti ho avuto l’impressione che la pittura di Marcadini non volesse rappresentare la natura, ma diventare essa stessa natura. Qualcosa di organico, instabile, in continua trasformazione.
È soprattutto il colore a determinare questa sensazione. Verdi elettrici, viola profondi, blu inattesi e improvvise iridescenze costruiscono un linguaggio emotivo prima ancora che visivo. La realtà viene attraversata e alterata, come accade nei ricordi o nei sogni, quando ciò che resta non è la fedeltà dell’immagine ma la sua intensità. Osservando alcune opere dedicate ai corpi immersi nel paesaggio, affiora inevitabilmente una lontana risonanza con la ricerca degli artisti di Die Brücke.
Penso alla libertà cromatica, alla presenza di figure nude nella natura, al desiderio di recuperare una relazione più immediata e istintiva con il mondo di Pechstein o di Kirchner. La distanza storica e culturale è naturalmente enorme, ma esiste una comune fiducia nella capacità del colore di farsi esperienza e non semplice descrizione. Se gli espressionisti tedeschi erano in eterna lotta con la rigidità della società, Marcadini sembra rivolgere lo sguardo verso un territorio più interiore, dove memoria, emozione e percezione finiscono per sovrapporsi. Anche quando compaiono tracce autobiografiche o immagini che evocano l’infanzia, il lavoro evita qualsiasi deriva nostalgica. Il ricordo non viene conservato. Viene trasformato. È una materia viva che riaffiora in forme sempre diverse, come accade a certe immagini che ci accompagnano per anni senza mai restare identiche a se stesse.
C’è poi un aspetto che considero particolarmente significativo. Diana Marcadini affronta temi complessi e spesso dolorosi senza cedere alla tentazione dell’illustrazione, quella forma di evidenza immediata alla quale il presente ricorre ogni volta che il linguaggio smette di interrogare la realtà. La pittura non spiega. Non fornisce risposte. Preferisce abitare le domande. In un’epoca che sembra pretendere continuamente dichiarazioni e definizioni, questa scelta possiede qualcosa di coraggioso. L’allestimento amplifica ulteriormente tale condizione. Le opere sono sostenute da reti elettrosaldate, elementi normalmente associati alla separazione e al controllo. Qui accade il contrario. La rete non protegge l’immagine ma la espone ulteriormente, rendendola parte dello spazio e del paesaggio. Anche il supporto sembra rinunciare a ogni forma di difesa. Forse è proprio questo il nucleo più autentico della mostra. Non la semplice esposizione di una serie di dipinti, ma la costruzione di una condizione. Corpi esposti. Immagini esposte. Memorie esposte. E, insieme a loro, anche noi.
Mariateresa Zagone
BIOGRAFIA
Diana Pina Marcadini (Catania, 2000) si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2025, dove prosegue attualmente la propria formazione come cultrice della materia. Ha partecipato a mostre, progetti e residenze artistiche in Italia e all’estero, tra cui Tà Erotikà (Liège, 2020), la residenza “I Madonnari” a Palazzolo Acreide (2024), la mostra D’après dedicata a Piero Guccione (2024) e la rassegna Paratissima (Saluzzo, 2025). Nel 2024 riceve il Premio Sciuti come giovane artista emergente.
Abstract
Esposti explores the relationship between body, nature, and memory through the painting of Diana Marcadini. The works present figures immersed in landscape, in a suspended dimension where the boundaries between human being and environment become increasingly fluid. Through an intense, free use of color, the artist transforms reality into an emotional experience that evokes the language of memory and dream. Far from any narrative or illustrative intent, her research engages with themes of fragility, identity, and transformation, inviting the viewer to confront a shared condition of openness and vulnerability.
Mostra personale di Diana Marcadini
a cura di Mariateresa Zagone
Dal 25 luglio al 15 settembre, Tenuta Rasocolmo ospita Esposti, mostra personale di Diana Marcadini, secondo appuntamento con la ricerca visiva del Summer Fest 2025. Attraverso una pittura intensa e vibrante, la giovane artista catanese, indaga il rapporto tra corpo, natura e memoria. Figure umane immerse nel paesaggio, colori iridescenti e antinaturalistici, atmosfere sospese danno forma a immagini che parlano di vulnerabilità, presenza e trasformazione.
Il titolo della mostra allude a una condizione condivisa. Corpi, ricordi e paesaggi si mostrano senza difese, esposti allo sguardo, al tempo e agli elementi. Una dimensione ulteriormente amplificata dall’allestimento
all’aperto, dove le opere dialogano direttamente con la luce e l’ambiente naturale della Tenuta.
Vernissage, Sabato 25 luglio 2025, ore 19.00, ingresso libero. A seguire sarà possibile fermarsi in Tenuta per un Calice, un Aperitivo o una Degustazione su prenotazione










