I lavoratori dell’indotto della Raffineria di Milazzo (RAM) si trovano in un forte stato di agitazione e mobilitazione a causa del recente invio di circa 40 lettere di licenziamento e delle forti incertezze sul futuro occupazionale del sito industriale. All’inizio di giugno 2026, una società terza che opera all’interno della raffineria tramite un contratto quadro ha recapitato circa 40 provvedimenti di licenziamento individuale. La motivazione formale è legata alla cessazione delle attività per la scadenza dell’appalto RAM, fissata per il 31 luglio 2026. I sindacati di categoria e i rappresentanti politici locali (tra cui esponenti del Partito Democratico) stanno denunciando la mancanza di trasparenza sull’iter dei nuovi appalti e chiedono garanzie immediate per la clausola sociale e la salvaguardia dei posti di lavoro.










