Messina, 7 settembre 2026 – «Chiediamo il ritiro immediato dell’emendamento alla riforma della governance portuale e l’apertura di un confronto specifico sul futuro delle imprese e delle cooperative ex articolo 17, sulla loro sostenibilità economica e sul ruolo strategico che svolgono nel sistema portuale dello Stretto».
A dirlo è Antonino Di Mento, segretario generale Uiltrasporti Messina, intervenendo sulla proposta di modifica che consentirebbe alle imprese terminaliste e alle imprese autorizzate ai sensi degli articoli 16 e 18 della legge 84/94 di ricorrere direttamente al lavoro somministrato attraverso le agenzie per il lavoro, superando di fatto l’attuale sistema previsto dall’articolo 17.
«Per una realtà portuale come quella dello Stretto – sottolinea Di Mento – non possiamo considerare il lavoro portuale esclusivamente attraverso la logica della flessibilità del mercato. I porti dello Stretto svolgono una funzione strategica per la mobilità delle persone e delle merci e necessitano di professionalità, esperienza, formazione e continuità operativa».
L’appello alla Deputazione messinese
«Alla Deputazione messinese chiediamo oggi un impegno concreto e immediato. Chiediamo ai nostri parlamentari di presentare e sostenere nelle sedi competenti la richiesta di stralcio dell’emendamento, di promuovere un confronto urgente con il Governo e con il Ministero competente e di chiedere che le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle imprese e delle cooperative ex articolo 17 siano ascoltati prima di assumere decisioni definitive».
«Chiediamo inoltre – prosegue Di Mento – che la Deputazione messinese segua direttamente l’iter parlamentare della riforma, mantenendo aperto un canale di confronto con il territorio e aggiornando le parti sociali sugli sviluppi. Non servono dichiarazioni di principio: servono iniziative parlamentari, interlocuzione istituzionale e un impegno preciso a tutela del sistema portuale dello Stretto».
«Messina e i porti dello Stretto – continua il segretario generale Uiltrasporti – hanno bisogno di una rappresentanza politica capace di portare a Roma le specificità e le esigenze del territorio. Su un tema che riguarda direttamente occupazione, professionalità e sicurezza, chiediamo alla Deputazione di assumere una posizione chiara e di tradurla in atti concreti».
«L’articolo 17 non è un ostacolo allo sviluppo dei porti, ma uno strumento che consente di affrontare le variazioni dei traffici e le esigenze operative garantendo personale qualificato quando serve. È un modello costruito nel tempo e che deve essere valorizzato, non indebolito».
«Nel sistema dello Stretto – aggiunge Di Mento – la continuità delle operazioni e la sicurezza assumono un valore ancora più rilevante. La formazione, l’esperienza e la conoscenza delle procedure rappresentano elementi essenziali per garantire un servizio portuale efficiente e sicuro».
«Per questo – conclude Di Mento – chiediamo alla Deputazione messinese di assumere questa vertenza come una priorità del territorio, di intervenire nelle sedi parlamentari e governative e di sostenere il ritiro dell’emendamento. Siamo disponibili, come Uiltrasporti, a un confronto immediato con i parlamentari messinesi per illustrare le criticità e costruire insieme un’iniziativa istituzionale nell’interesse dei lavoratori e del sistema portuale dello Stretto».
La competitività dei nostri porti non può essere costruita indebolendo il lavoro qualificato. Servono investimenti, professionalità e sicurezza, non una progressiva precarizzazione del lavoro portuale.










