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Cronaca

Mistretta e comprensorio nebroideo. Operazione antidroga dei Carabinieri. Eseguite due misure cautelari

Il provvedimento è stato eseguito neiconfronti di due soggetti (rispettivamente di 41 e 54 anni), ritenuti gravemente indiziati del reato didetenzione e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di
Mistretta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale agli
arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Patti, Dott. Andrea
La Spada, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato eseguito nei
confronti di due soggetti (rispettivamente di 41 e 54 anni), ritenuti gravemente indiziati del reato di
detenzione e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’odierna operazione rappresenta l’epilogo di una complessa e mirata attività investigativa sviluppata
e condotta dai militari dell’Arma di Mistretta. Le indagini hanno consentito di far luce su una fitta e
ramificata rete di spaccio di hashish che, muovendosi attraverso diversi comuni, andava ad infestare
una vasta estensione territoriale dalla fascia costiera nebroidea, arrivando finanche ai comuni
dell’entroterra gravitanti sulla giurisdizione di Mistretta.
Attraverso prolungati servizi di osservazione, pedinamenti e minuziosi riscontri operativi, i
Carabinieri di Mistretta sono riusciti a mappare le dinamiche illecite del territorio, enucleando due
snodi logistici fondamentali per l’approvvigionamento dello stupefacente, capaci di attrarre numerosi
acquirenti da tutto l’hinterland.
Nello specifico, le evidenze investigative hanno permesso di cristallizzare le responsabilità del
41enne, individuato quale vero e proprio gestore dell’attiva “piazza di spaccio” di Acquedolci, e del
54enne, che controllava invece capillarmente le cessioni nel limitrofo comune di Sant’Agata di
Militello. Tali centri operativi costituivano i poli di irradiazione della droga, il cui flusso arrivava a
interessare trasversalmente l’intero bacino territoriale.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in
regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di
non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.

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