Sabato 26 aprile, la Basilica Cattedrale di Messina si è trasformata in un faro di speranza e preghiera grazie all’iniziativa “Una stella nella notte”: una missione territoriale ed evangelizzazione, svoltasi dalle ore 21.00 alle 24.00, organizzata e promossa congiuntamente dalla Basilica Cattedrale e dal Gruppo “Padre Nostro … Padre di tutti”.
La preziosa opportunità di incontro con la fede è stata resa possibile grazie alla generosa disponibilità del Delegato Arcivescovile Mons. Roberto Romeo, a cui vanno i più sentiti ringraziamenti.
Ad accogliere coloro che entravano in chiesa, un gesto semplice ma carico di significato: una “caramella di Dio”, un piccolo foglietto arrotolato contenente una frase speciale, un seme di riflessione da portare con sé. All’interno della Cattedrale è stato sapientemente allestito un percorso intriso di spiritualità: un delicato invito alla riflessione e alla preghiera. I visitatori hanno avuto la possibilità di abbandonarsi al raccoglimento interiore, affidando al Signore i loro pensieri più intimi e le loro suppliche e scrivendo delle preghiere, anche anonime, su un piccolo quaderno. Lungo l’itinerario, inoltre, delle slide proiettavano parole illuminate di saggezza e fede: risuonavano le voci di Papa Francesco, di Madre Teresa di Calcutta e di altri uomini e donne di Dio, offrendo spunti profondi sulla Pasqua, sulla fragile bellezza della pace, sulla forza redentrice del perdono e sull’indomabile fiamma della speranza.
Ma, fra tutti, un gesto ha vibrato nell’aria con un’emozione palpabile, un omaggio luminoso e collettivo: la possibilità di deporre un lumino tremolante ai piedi di un ritratto di Papa Francesco. Un mare di piccole fiammelle si è acceso, un tributo commosso e visibile al Pontefice recentemente tornato alla Casa del Padre, un coro silenzioso di luci a testimonianza dell’affetto e della gratitudine di un popolo in preghiera.
L’evangelizzazione ha riscosso un notevole apprezzamento e l’apertura serale della Cattedrale, resa ancora più significativa e coinvolgente da un evento di tale profondità emotiva, ha suscitato grande ammirazione, soprattutto tra i turisti provenienti da realtà urbane dove non vi sono simili iniziative di fede e accoglienza. Un riscontro particolarmente toccante è giunto da diversi stranieri, tra cui alcuni giovani iraniani, che si sono fermati a lungo a dialogare con gli organizzatori, mostrando grande interesse ed entusiasmo.
La Missione ha dimostrato, con la forza dei fatti, la necessità di una Chiesa viva, accogliente e desiderosa di incontrare l’uomo nel suo cammino; una Chiesa, come ci ha ricordato Papa Francesco, “chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre … Così, se qualcuno vuole seguire una mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non incontrerà la freddezza di una porta chiusa”. E proprio questo è stato “Una stella nella notte”: una Chiesa che ha spalancato le sue porte e ha offerto un abbraccio di luce e speranza.
Rosalia Tolomeo











