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Cronaca

Locali di proprietà comunale, Gioveni: si concedano in locazione a canone sociale alle imprese per fronteggiare la crisi!

L’IACP negli anni si è dimostrato più sensibile rispetto a Palazzo Zanca

“Sono davvero rarissimi o pressoché assenti i bandi che il Comune di Messina o la Patrimonio S.p.A. (tranne che per qualcuno confiscato alla mafia), varano per concedere in locazione immobili ad uso non abitativo, e sarebbe ora che iniziasse a farlo visto che moltissimi commercianti pagano onerosissimi affitti ai privati, causa principale delle loro chiusure!”.

E’ quanto sostiene il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, in un periodo storico di forte crisi economica acclarato anche dallo stesso sindaco Basile nella sua relazione del primo anno di attività già discussa in Aula, dove si evidenzia per l’anno 2022 una diminuzione di ben 128 attività di commercio al dettaglio e di 14 di servizi alla persona, ai quali si uniscono tristemente le recenti chiusure di due importanti e storici ritrovi sul viale San Martino.

Appare superfluo rimarcare l’importanza che possa rivestire per diverse categorie di cittadini ed esercenti – afferma Gioveni – prendere in locazione a “canone sociale” (o comunque economicamente più accessibile) degli immobili ad uso “non abitativo”, anche per altre finalità diverse da quelle commerciali: sociali, ludiche, sportive ecc.

Risultano numerose, infatti – aggiunge il consigliere – oltre che le necessità rappresentate legittimamente da tanti commercianti in difficoltà, anche le istanze di associazioni sul territorio o di semplici ditte individuali che sarebbero certamente interessate a partecipare a bandi pubblici per la locazione di tali immobili, che appunto potrebbero rappresentare per Palazzo Zanca una buona opportunità anche per fare cassa!

In questo senso, per esempio – evidenzia l’esponente di FdI – l’IACP negli anni si è dimostrato più sensibile rispetto a Palazzo Zanca su questa scelta politica, visto che periodicamente l’Ente di via E.L. Pellegrino mette a disposizione le proprie botteghe, molte delle quali addirittura da alienare.

Sarebbe pertanto auspicabile – conclude Gioveni – avviare un lavoro più certosino da parte della “Patrimonio S.p.A.” anche in questa direzione, al fine di soddisfare le diverse e diffuse esigenze presenti a vario titolo sul territorio comunale, con particolare riferimento alle attività commerciali.

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