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Cronaca

Il ruolo istituzionale non salva l’ex sindaco Cateno De Luca dalla maxi sanzione per violazione della privacy. La replica del parlamentare

La Corte di Cassazione ha confermato la validità della sanzione

Cateno De Luca è stato sanzionato dal Garante per la protezione dei dati personali per la pubblicazione di foto e video di minori e persone fragili sui social. Il Garante ha inflitto all’allora sindaco di Messina una multa di 50.000 euro.  La sanzione è scaturita dalla diffusione sui propri profili social di immagini e video “in chiaro” (senza oscuramento dei volti) che ritraevano minori disabili, persone in stato di disagio o presunti trasgressori di ordinanze comunali.  L’Autorità ha stabilito che tali pubblicazioni ledevano la privacy e la dignità dei soggetti coinvolti, sottolineando che il ruolo istituzionale di sindaco non giustifica il trattamento illecito di dati sensibili per finalità di comunicazione politica o propaganda. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della sanzione, rigettando le opposizioni presentate dall’ex sindaco e ribadendo il divieto di esporre minori e persone vulnerabili sui social senza le dovute tutele.  Anche la società partecipata Messina Social City è stata oggetto di simili segnalazioni e sanzioni in passato per la pubblicazione di immagini di minori sottoposti a tutela sul proprio sito web.

La replica

In relazione alla notizia apparsa stamani sugli organi di stampa, secondo cui la Corte di Cassazione avrebbe accolto il ricorso del Garante della Privacy in riferimento a una vicenda risalente al periodo in cui ricoprivo la carica di sindaco della città di Messina, si rappresenta che, fino alle ore 12 di oggi, i miei legali non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di deposito del provvedimento da parte della Suprema Corte.

A seguito della pubblicazione degli articoli, è stato effettuato l’accesso al fascicolo telematico, dal quale è emerso che il provvedimento non risulta ancora disponibile per la consultazione e che, nell’area riservata, non è riportato l’esito della decisione.

Tuttavia, da quanto si apprende dalla testata “Il Sole 24 Ore”, “la Suprema Corte avrebbe sancito un principio di diritto” ed ha annullato “la sentenza del Tribunale … con rinvio per un nuovo giudizio che tenga conto delle indicazioni dei giudici di legittimità”. In altri termini, sarà il giudice del rinvio a dover stabilire, applicando i principi sanciti dalla Suprema Corte, se la sanzione irrogata fosse o meno legittima.

Cateno De Luca

 

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