In data odierna martedì 16 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su conforme richiesta della Procura, nei confronti di 9 persone, di cui 4 destinatarie della custodia in carcere e 5 degli arresti domiciliari, in ordine ai reati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e “detenzione e spaccio di stupefacenti”.
Le attività di indagine sono state svolte nell’arco temporale (dal novembre 2020 al settembre2021)dallacitata Compagnia-con il supporto di attività tecniche,servizi di osservazione e riscontri – e coordinate dalla DOA di Messina, che hanno svelato l’esistenza di un sodalizio criminale, operante a Messina, in grado di gestire una efficienteretedidistribuzionediconsistentipartitedimarijuanaecocaina, provenienti da Catania e dalla Calabria.
L’indagine ha delineate gliassetti delgruppo criminale, individuandone promotori ed
organizzatori,gli incaricati alla detenzione e alla cessione della sostanza, nonché alla contabilità derivante dal relativo commercio.Inparticolare,è stata localizzata la base operativa del sodalizio,consistente nell’appartamento di un indagato -sottoposto agli arresti domiciliari per reati specifici in località”Ritiro”di Messina -che sarebbe stato utilizzato quale luogo privilegiato di programmazione delle strategie consortili, anche in momenti di fibrillazione dovuti all’arresto degli associati, nonché quale punto di stoccaggio ed occultamento delle sostanze stupefacenti.
Le investigazioni hanno, altresì, messo in luce ii ruolo attivo della componente femminile della compagine, che sarebbe stata deputata, in particolare, al supporto logistico nella fase del reperimento e del trasporto della droga, nonché al mantenimento economico degli accoliti. Singolare, tra l’altro, ii gergo utilizzato per lo smerciodelle dosi distupefacente,indicatecome “profumo”.
I Carabinieri nel corso delle indagini avevano già arrestato 6 persone in flagranza di reato, nonché sequestrato complessivamente ca. 8 kg di sostanza stupefacente, tra cocaina e marijuana.
Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati, che, in considerazionedell’attuale fase delle indagini preliminari,sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabileche ne accerti le responsabilitàecon la precisazione che ii giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anchecon laprova dell’assenza diogni formadiresponsabilità incapo agli stessi indagati.











