“Se fino ad oggi siamo stati in silenzio è perché, vista la delicatezza dell’argomento, abbiamo preferito agire con discrezione e concludere le verifiche interne, che sono iniziate ben prima che la notizia venisse resa pubblica”. Così la presidente dell’Azienda Trasporti, Carla Grillo, che questa mattina, affiancata dal vice direttore generale, Armando Bressan, ha voluto fare chiarezza sul caso dell’ammanco di cassa, nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la sede di Atm Spa.
“Sono molto rammaricata per il modo in cui è stata veicolata la notizia, perché, al solo fine di screditare e calunniare l’operato di Atm, è stato fatto sciacallaggio, senza tenere in considerazione che per un argomento così delicato era necessario agire con grande cautela. In questi giorni, abbiamo assistito ad una bizzarra gara per assumersi la paternità della notizia, quasi fosse un trofeo da esibire. L’Azienda è rimasta in silenzio ma non immobile, come dimostra la cronologia delle mail che oggi vi mostriamo”, ha affermato in premessa la presidente, prima di ricostruire pedissequamente i fatti.
“Le comunicazioni interne tramite mail testimoniano come già il 6 novembre scorso, quindi ben 40 giorni prima che il caso esplodesse pubblicamente, grazie alla solerzia e all’operosità di alcuni funzionari dell’area commerciale, contro cui oggi si vorrebbe puntare il dito, è stato scoperto un ammanco di cassa e, a quel punto, sono scattate immediatamente le verifiche interne. Dalle indagini – ha proseguito la massima rappresentante di ATM – è emerso che l’operatore, abilitato a verificare l’incasso derivante dalla vendita dei biglietti del tram tramite le emettitrici meccaniche installate a bordo, peraltro le uniche che generavano moneta contante, prelevava parte dell’incasso”.
“Scoperto l’ammanco, l’Azienda ha dapprima messo in ferie d’ ufficio il dipendente dal 18 Novembre all’1 Dicembre e dal giorno successivo al rientro lo ha trasferito in un altro ufficio. Quando la persona coinvolta ha ammesso, anche in forma scritta, di essersi occupato lui di tutto l’iter di ritiro, presa in carico e compilazione delle ricevute, affermando, peraltro, di aver agito da solo, abbiamo provveduto ad una sospensione di 10 giorni. Tutta la documentazione è adesso nelle mani di un avvocato penalista, ma su questo non vorrei fornire ulteriori dettagli, perché, al di là dello sbaglio commesso, non intendo infierire sul lavoratore, contrariamente a quanto hanno fatto alcune sigle sindacali, che senza alcuno scrupolo hanno diffuso notizie, indiscrezioni e giudizi al solo scopo di screditare l’operato di ATM , disinteressandosi totalmente della persona e mettendo anche a rischio la verifica interna già in atto da settimane”.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, la presidente Grillo ha inoltre puntualizzato che “ alla luce del fatto avvenuto nel periodo compreso tra luglio e settembre 2024, l’Azienda ha allargato l’attività di controllo anche agli anni precedenti ed è emerso che risulta un ulteriore ammanco di circa 10mila ero per le annualità 2022 e 2023, imputabile alla stessa persona. Stiamo approfondendo e se dovessero essere confermate le irregolarità, come concretamente ipotizziamo, ci rivolgeremo alle Autorità competenti”.
A margine della conferenza stampa, la presidente ha fatto presente di aver ricevuto una mail anonima dai toni molto ostili il giorno prima della conferenza stampa: “Gli insulti non mi fanno paura, ma certamente questo clima di tensione creato ad arte da alcune sigle sindacali può sfociare in gesti che vanno ben oltre la normale dialettica tra le parti. Inviterei tutti ad abbassare i toni e a lavorare per il bene dell’Azienda, ricordando sempre che ATM è al servizio dei cittadini”.
“In merito alla nota che il consigliere Alessandro Russo ha frettolosamente diramato alle redazioni giornalistiche, mi preme evidenziare alcuni aspetti, già comunque esplicitati in conferenza stampa, che all’attento consigliere, evidentemente, sono sfuggiti. Sperando di fare a lui cosa gradita e confidando che questa volta la sequenza dei fatti gli sia più chiara, si ribadisce che nel novembre 2024, si è evidenziata una anomalia sui movimenti delle emettitrici meccaniche del tram, e si è quindi proceduto ad una verifica interna, dalla quale è emersa la responsabilità di un dipendente. Quest’ultimo è stato, quindi collocato in ferie d’ufficio, e successivamente sospeso a fine dicembre 2024, dopo che lo stesso ha restituito la somma mancante. L’Azienda ha, pertanto, ritenuto opportuno effettuare una verifica sugli anni 2022 e 2023. Dalla documentazione in possesso dell’Azienda appare una incongruenza anche sugli anni su indicati. ATM, quindi, ha pertanto esteso l’indagine interna anche agli anni pregressi, ipotizzando un ammanco di circa 10.000 euro. L’Azienda dunque sulla base delle risultanze delle verifiche interne ha dato incarico ad un legale di fiducia, affinché i fatti vengano riportati all’autorità giudiziaria. Evidentemente l’attento e solerte consigliere Russo non ha compreso l’evoluzione temporale dei fatti. Ne è riprova che lo stesso continui a evidenziare ritardi e, falsamente oppure in buona fede, se è vero che non ha compreso l’evoluzione dei fatti, a dichiarare che l’azienda fosse a conoscenza di ogni cosa già da tempo. Tra l’altro l’attento consigliere Russo non comprende che in siffatte situazioni, prima di rivolgersi doverosamente alla competente autorità giudiziaria, una azienda svolge una opportuna verifica interna, in modo da supportare efficacemente le proprie posizioni davanti l’autorità inquirente. Ed invece l’attento e solerte consigliere Russo rivendica coram populo l’efficacia della sua azione, unitamente a quella del sindacato Orsa, affermando di aver scoperto un fatto, che nessuno osa certamente ridimensionare ad una semplice disattenzione, e implicitamente lasciando intendere che senza la sua azione la situazione sarebbe stata tacitata. Forse, lo si ripete, il consigliere Russo non ha compreso che l’azienda ha intrapreso i passi opportuni ben prima che lo stesso abbia scoperchiato “il vaso di Pandora” e che, pertanto, la sua azione non è stata affatto determinante. Dispiace, quindi, che debba rinunciare a “meriti” che non gli sono affatto dovuti. Diversamente, le sue dichiarazioni sono una ulteriore riprova di una strategia volta ad avvelenare il clima attorno e dentro l’azienda, cosa questa che non giova a nessuno. Spero in questo modo che sia tutto più chiaro al consigliere Russo e, mi permetto di consigliargli una prossima volta di seguire attentamente quando viene dichiarato, prima di lanciarsi in spericolate elucubrazioni, che appaiono al contrario affatto inconcludenti.”