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Tributi locali nella Rottamazione quinquies: Confconsumatori scrive a Parlamento, Governo e ANCI

L’associazione chiede una modifica normativa per superare il paradosso che oggi esclude Imu, Tari e altre imposte comunali dalla definizione agevolata

Messina, 12 marzo 2026. Confconsumatori ha inviato una lettera formale al Parlamento, al Governo e all’ANCI per chiedere un intervento normativo urgente che consenta di includere tutti i tributi locali nella nuova Rottamazione quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

La misura introdotta con la nuova definizione agevolata consente ai contribuenti di regolarizzare i debiti affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, ma attualmente esclude i tributi locali come Imu, Tari e altre imposte comunali. Secondo Confconsumatori, la normativa presenta oggi un evidente vulnus: molti Comuni hanno delegato la riscossione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o ad altre società concessionarie, e quindi i loro debiti
affidati e derivanti da tributi locali restano esclusi dalla rottamazione automatica prevista per i carichi erariali.

Ne deriva un paradosso normativo: i cittadini possono accedere alla definizione agevolata per i debiti fiscali nazionali ma non per quelli comunali, pur essendo gestiti dallo stesso sistema di riscossione. In base alla normativa vigente, infatti, ogni Comune può decidere autonomamente se attivare o meno una propria rottamazione attraverso un regolamento specifico, stabilendo in modo indipendente condizioni, termini e modalità di pagamento.

Per Confconsumatori questa impostazione rischia di creare forti disparità territoriali, con cittadini che potranno beneficiare della definizione agevolata in alcuni Comuni ma non in altri. L’associazione chiede quindi al legislatore di intervenire con una modifica normativa che includa nella Rottamazione quinquies tutti i tributi locali oggetto di riscossione tramite società concessionarie, non solo quelli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

“Si tratta di una scelta di equità e responsabilità – spiega la Presidente Provinciale di Confconsumatori Messina, Avv. Carmen Agnello – che può aiutare concretamente molte famiglie italiane in un momento economicamente complesso, contribuendo a ridurre il fenomeno del sovraindebitamento spesso generato
proprio da questo tipo di debiti e riportando i cittadini nel circuito della legalità fiscale”.

Confconsumatori auspica che Parlamento, Governo e ANCI possano valutare rapidamente la proposta per garantire uniformità nazionale nell’applicazione della misura e ampliare la platea dei cittadini che potranno accedere alla definizione agevolata.

Avv. Carmen Agnello

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