“La legalità è un valore irrinunciabile. Nessuno può mettere in discussione il dovere delle istituzioni di contrastare l’abusivismo e di garantire il rispetto delle regole. Tuttavia, la legalità, da sola, non basta. Una buona amministrazione si distingue non soltanto per la capacità di reprimere ciò che è irregolare, ma soprattutto per la capacità di offrire soluzioni a chi, nel rispetto delle regole, vuole continuare a vivere e lavorare sul territorio. Per questo motivo, noi di “Partiamo da Qui” Messina riteniamo che quanto accaduto a Torre Faro debba rappresentare l’inizio di una riflessione molto più ampia sul futuro del borgo marinaro e delle sue attività. La rimozione degli ormeggi abusivi può essere un atto dovuto. Ma lasciare pescatori, piccoli diportisti e cittadini senza un’alternativa rappresenta una grave carenza di programmazione. La politica non può limitarsi a dire “questo non si può fare”. Deve avere il coraggio di indicare come farlo nel rispetto delle regole. Esiste una massima che dovrebbe guidare ogni amministratore pubblico: non basta fare la cosa giusta, bisogna farla nel modo giusto. È questa la differenza tra una gestione burocratica e una visione politica capace di costruire futuro. Per questa ragione denunciamo l’assenza di una pianificazione che avrebbe dovuto accompagnare l’intervento di ripristino della legalità. Era prevedibile che, eliminando gli ormeggi abusivi, si sarebbe aperto il problema della collocazione delle imbarcazioni. Eppure, nessuna soluzione è stata presentata contestualmente alle operazioni. Questo significa affrontare gli effetti senza aver programmato le cause” specifica Tiano.
Ritiene, inoltre, sia necessario aprire immediatamente un tavolo permanente tra Comune di Messina, Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Capitaneria di Porto, Regione Siciliana, rappresentanti dei pescatori, residenti e associazioni del territorio, con l’obiettivo di trasformare un problema in una grande occasione di rilancio.
“Proponiamo la redazione di un Piano Comunale degli Ormeggi Minori, destinato ai pescatori professionali, ai residenti e alla piccola nautica, con criteri trasparenti di assegnazione; la realizzazione di un campo boe ecologico, con sistemi di ancoraggio a basso impatto ambientale, capace di tutelare i fondali e garantire sicurezza alla navigazione; la progettazione di un piccolo approdo dedicato alla marineria locale, pienamente compatibile con i vincoli ambientali e paesaggistici, che restituisca dignità a una comunità che vive del mare e nel mare riconosce la propria identità; un piano di valorizzazione della pesca tradizionale, integrandola con il turismo esperienziale, l’enogastronomia, gli itinerari culturali e la promozione delle tradizioni marinare” specifica.
In conclusione, Tiano afferma: “Torre Faro non è soltanto un luogo di straordinaria bellezza naturalistica. È uno dei simboli identitari di Messina, una porta sul Mediterraneo e un patrimonio che può diventare uno dei principali motori dello sviluppo turistico cittadino. Per questo motivo non può continuare a vivere attraverso interventi emergenziali. Serve una programmazione stabile, capace di coniugare tutela ambientale, sicurezza, lavoro e sviluppo economico. La politica deve avere il coraggio di uscire dalla logica del divieto e abbracciare quella della progettazione. Perché la vera differenza tra amministrare e governare consiste proprio in questo: amministrare significa applicare le regole; governare significa creare le condizioni affinché quelle regole possano essere rispettate senza sacrificare il lavoro, la dignità e il futuro delle persone. Noi di “Partiamo da Qui” Messina continueremo a denunciare ciò che non funziona, ma soprattutto a formulare proposte concrete e realizzabili. Perché crediamo che la buona politica non sia quella che crea problemi da gestire, ma quella che costruisce soluzioni da condividere”.










