Una battaglia di civiltà e di giustizia sociale: questo lo slogan che oggi di fronte i Tribunali e le Prefetture di tutta Italia, hanno urlato le lavoratrici e i lavoratori del comparto giustizia che hanno aderito in massa dallo sciopero nazionale proclamato dalla FP CGL.
Una giornata di mobilitazione in cui hanno fatto sentire la loro voce anche i precari che operano sul territorio di Messina, Funzionari UPP, Funzionari tecnici e operatori Data Entry. Nel corso del presidio organizzato di fronte la Prefettura di Messina, si sono alternati una serie di interventi che hanno consentito di far comprendere ancora meglio quanto sia stato determinante, nel corso di questi anni, il servizio prestato dagli operatori del comparto giustizia per ridurre l’arretrato e favorire l’innovazione digitale e organizzativa.
Negli uffici giudiziari del Distretto di Messina sono 256 i lavoratori precari , dei 12.000 complessivi impiegati sul territorio nazionale, che tra 9 mesi vedranno concludere la loro esperienza lavorativa. Si tratta, come detto, di Funzionari AUPP, Operatori Data Entry e figure tecniche, che in questi anni hanno messo al servizio dello Stato le proprie competenze e la propria professionalità, contribuendo a dare una risposta alla domanda di giustizia dei cittadini e garantendone l’efficienza, la velocità e la certezza, consentendo agli Uffici del distretto raggiungere lusinghieri risultati, di rilievo nazionale in termini di abbattimento dell’arretrato sia nel settore civile che in quello penale.
«Solo nel Tribunale di Messina – affermano il Segretario Generale Fracesco Fucile e il coordinatore provinciale delle Funzioni Centrali, Sergio Fucile -, si è registrato uno smaltimento delle pendenze pari al -88,6% e risultati ancora migliori si sono raggiunti nei Tribunali di Patti e di Barcellona Pozzo di Gotto ove si è registrato uno smaltimento delle pendenze superiore al -96,1%. Gli eccellenti risultati raggiunti a seguito dell’implementazione delle dotazioni organiche degli uffici con questo personale, rischiano di andare in fumo in breve tempo, poichè alla mancata stabilizzazione del personale precario si sommerebbe la crescente carenza di organico del comparto giustizia, che toccherà la soglia delle 15.000 vacanze entro il 2026, come già noto sulla base dei pensionamenti programmati».










