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Sanità Siciliana SINALP: il tempo delle scuse è finito. Serve una riforma strutturale o il sistema collasserà

I fondi destinati alla sanità aumentano nominalmente, ma non tengono il passo con l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica, il costo dei farmaci e delle retribuzioni del personale.

Case di Comunità senza personale, liste d’attesa interminabili, pronto soccorso in affanno efuga di medici e infermieri, la Sicilia non può più aspettare. Il SINALP Sicilia lancia un nuovo e forte allarme sullo stato della sanità pubblica regionale. Il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, è sempre più difficile da esercitare.

La crisi non nasce oggi né può essere attribuita ad una sola amministrazione: è il risultato di anni di sottofinanziamento, programmazione insufficiente, carenza di personale e riforme che hanno progressivamente trasformato la sanità da diritto universale a sistema condizionato dagli equilibri economici.

La stessa Fondazione GIMBE parla ormai di un “lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale” grazie ad anni di sottofinanziamento, di programmazione insufficiente, di carenza di personale, di scelte organizzative spesso emergenziali e della progressiva trasformazione della salute da diritto fondamentale a servizio sempre più difficile da ottenere. Smantellamento del SSN scientemente attuato grazie anche a riforme scellerate, quali la Riforma Amato del 1992 che ha aziendalizzato il Sistema Sanitario Nazionale. Sistema perseguito dalla Riforma Bindi 1999 che ha introdotto i L.E.A. (livelli Essenziali di Assistenza) di fatto una sorta di gabbie sanitarie differenziate da regione a regione.

Dalla Riforma Amato 2001 che ha introdotto il Federalismo sanitario completando la precedente riforma Bindi che introduceva i LEA. Dalla Riforma Monti 2012 che ha riorganizzato l’assistenza sanitaria nei territori italiani, e di fatto dando il via alla chiusura ed accorpamento di reparti ed intere strutture ospedaliere che non rispettavano gli standard economici previsti dall’aziendalizzazione della sanità.

Infine subiamo anche la Riforma Draghi 2022 che istituisce le “Case della Comunità”, gli “Ospedali di Comunità” e le Centrali Operative Territoriali senza tenere conto di una corretta e lungimirante programmazione nel tempo del fabbisogno di medici, infermieri e professionisti della sanità.

I fondi destinati alla sanità aumentano nominalmente, ma non tengono il passo con l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica, il costo dei farmaci e delle retribuzioni del personale. Di fatto, il Servizio Sanitario dispone ogni anno di risorse insufficienti rispetto ai reali bisogni dei cittadini,  con la conseguenza di liste d’attesa che continuano ad allungarsi, con migliaia di cittadini che rinunciano alle cure oppure sono costretti a pagare di tasca propria visite ed esami, creando una sanità a due velocità: chi può permetterselo si cura subito, chi non può aspetta, rinuncia e muore.

La causa principale non è la libera professione dei medici, ma la cronica carenza di personale, il blocco del turnover, la riduzione delle sedute operatorie e il limitato utilizzo di ambulatori e diagnostica nelle fasce pomeridiane e serali. Anche il progetto delle Case di Comunità, previsto dal PNRR, rappresenta una grande opportunità solo sul piano teorico.

Senza un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri, OSS e professionisti sanitari, rischia di trasformarsi nell’ennesima”cattedrale nel deserto”, con ingenti sprechi di denaro pubblico e nessun reale beneficio per i cittadini. Non bastano edifici nuovi: servono professionisti che garantiscano assistenza ogni giorno. Negli ospedali siciliani il personale lavora ormai oltre i limiti della sostenibilità, mentre molti giovani medici e infermieri scelgono altre Regioni o altri Paesi europei, attratti da condizioni economiche e professionali migliori.

Anche vicende come il previsto rientro del personale SEUS dall’ARNAS Civico alle ambulanze del 118 dimostrano una gestione ancora emergenziale delle risorse umane. Spostare personale da un servizio all’altro significa semplicemente trasferire le carenze, non risolverle.

Il SINALP Sicilia, con il Segretario Regionale Dott. Andrea Monteleone e i Delegati Regionali Arch. Antonio Aserio e Dott. Gaetano Bonura, propone un vero Piano Straordinario per la Sanità Siciliana, fondato su interventi concreti. Da tempo come Sinalp chiediamo un piano pluriennale di assunzioni di medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo, ma siamo ancora in attesa di conoscere le intenzioni della politica. L’apertura delle Case di Comunità deve avvenire solo con organici completi e adeguati, per evitare di dare false speranze ai cittadini e continuare a prenderli in giro.

Altro aspetto, da tempo propugnato dal Sinalp, è chiedere una maggiore integrazione stabile tra ospedali pubblici, medicina territoriale e strutture private accreditate. Risulta essere ormai improrogabile l’ampliamento delle fasce orarie di utilizzo di sale operatorie, ambulatori e diagnostica attraverso prestazioni aggiuntive, volontarie ed adeguatamente remunerate, anche utilizzando le Associazioni del Terzo Settore attraverso una co-progettazione e collaborazione con i Centri Servizi del Volontariato presenti in Sicilia.

Altro aspetto che va drasticamente semplificato e il sistema burocratico che regola i tempi della sanità isolana affinchè si possa restituire maggior tempo all’assistenza. Bisogna avere il coraggio di investire in digitalizzazione, telemedicina e intelligenza artificiale come strumenti di supporto all’attività clinica.

La governance sanitaria deve essere fondata su competenza, trasparenza, merito e valutazione dei risultati, basta con le nomine di yesmen incapaci e pavidi. Investire nella sanità pubblica non significa aumentare la spesa, ma creare sviluppo economico, occupazione, ridurre la mobilità sanitaria passiva, contenere la spesa privata delle famiglie e garantire il diritto costituzionale alla salute.

Il SINALP Sicilia chiede al Governo Regionale, all’Assemblea Regionale Siciliana e al Governo Nazionale di aprire un confronto permanente con organizzazioni sindacali, ordini professionali, università e associazioni dei cittadini per costruire una riforma condivisa, capace di rimettere al centro le persone e non soltanto gli equilibri di bilancio.

La sanità siciliana non ha più bisogno di annunci o commissariamenti. Ha bisogno di programmazione, investimenti, personale e scelte coraggiose.

SINALP Sicilia

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