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Referendum, per il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica: il voto è un dovere civico! Ma il Sindaco di Messina cosa farà?

Un dovere che dovrebbe riguardare tutti i cittadini e tutte le cittadine

 

L’articolo 48 della Costituzione Italiana, nell’evidenziare che “il voto è personale ed eguale, libero e segreto”, afferma anche che l’esercizio del voto “è un dovere civico”.

Quindi, non solo un diritto ma anche un dovere!

Un dovere che dovrebbe riguardare tutti i cittadini e tutte le cittadine, ma che dovrebbe essere adempiuto (ed in maniera preminente) da tutti coloro che hanno ruoli istituzionali ai vari livelli, incarichi pubblici, o che rappresentano il Paese, le Regioni, le Città Metropolitane, i Comuni e gli altri Enti intermedi.

In linea con questi principi, numerosi sindaci delle Città Metropolitane e delle città più importanti hanno rivolto un appello ai loro concittadini per recarsi ai seggi e votare per i referendum popolari su “lavoro e cittadinanza” di domenica 8 e lunedì 9 giugno.

Ma fra i firmatari mancano i sindaci delle tre Città Metropolitane siciliane.

In questa scelta si possono ravvisare motivi politici, come quelli che hanno portato addirittura i vertici del Governo Nazionale e del Parlamento ad esplicitare apertamente l’invito ad astenersi dal voto.

Inviti reiterati da altri esponenti politici, che però non tengono conto, come puntualmente sottolineato in una sua recente riflessione dal costituzionalista messinese prof. Michele Ainis, che in tali proposte potrebbero ravvisarsi violazioni di leggi vigenti, quali il divieto di fare apertamente propaganda per l’astensione dal voto, compresi i referendum, come confermato da una sentenza della Corte di Cassazione del 1985.

Ma riteniamo che il Sindaco di Messina e gli altri amministratori comunali non dovrebbero seguire queste logiche, e che dovrebbero andare a votare, ufficializzando anche la loro posizione in relazione ai quesiti referendari.

Così come dovrebbero andare a votare gli altri sindaci dei comuni della provincia di Messina.

Andare a votare per dare l’esempio, come farà ancora una volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E non utilizzare l’evento elettorale per qualche photo opportunity, così come è stato annunciato dalla Presidente del Consiglio, che ritiene che tutti gli italiani e tutte le italiane siano disposti a farsi prendere in giro.

Così come, con senso di responsabilità istituzionale, il Sindaco Basile e gli altri sindaci dovrebbero rivolgere un invito ufficiale alle comunità che amministrano per recarsi ai seggi e votare, per assolvere così, come prescritto dalla Carta Costituzionale, al loro “dovere civico”.

Ma il Sindaco di Messina, nonché Sindaco della Città Metropolitana, vorrà dare autonomamente l’esempio ai suoi colleghi, o finiranno per prevalere certe logiche di appartenenza politica e partitica che, in questo caso particolare, vanno a stridere nettamente con i ruoli di “primi cittadini” che dovrebbero esercitare e svolgere in maniera imparziale?

 

Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica

“RispettoMessina”

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