A seguire le riflessioni e le proposte dell’Arch Angelo Campagna, dopo le devestazioni del ciclone Harry:
Il recente evento meteo che ha duramente colpito la Sicilia Ionica (e non solo) mi tocca personalmente, architetto con un piede a Londra ed uno nella riviera Ionica, e forse ancor di più visto che ero presente nei giorni della mareggiata.
Lo scirocco è passato, il mare si sta lentamente ritirando ed emergono i danni in tutta la loro profondità oltre ai muri crollati e le strade divelte. Senza entrare nel merito degli interventi, delle soluzioni e dei fondi io vorrei invece invitarvi a fare una riflessione che forse nel dibattito del dopo crolli e’ stata appena sfiorata (giustamente, prima l’emergenza) ma che secondo me è prioritaria.
Pensare che basti ricostruire il muro di difesa, il lungomare e gli scivoli per risolvere i problemi che le popolazioni locali dovranno sostenere per periodi prolungati (se i lavori saranno fatti come devono essere fatti si parla di anni) e’ propagandistico nella migliore delle ipotesi. Inoltre e’ ormai indiscutibile che le nostre amate spiagge sono inesorabilmente destinate a scomparire o ridursi a lembi a misura di stuoia. Serve una svolta vera, reale, solida e concreta, bisogna veramente pensare ad un futuro che vada oltre i singoli comuni, i 5 anni di mandato, ed il proprio pezzettino di costa ionica con la bandiera blu. 

Sono 4/5 anni che lavoro in proprio e nei ritagli di tempo ad un progetto di micro porti turistici che potrebbe veramente cambiare i paesi della costa ionica da S. Alessio ad Ali’ dando una vera sferzata al modello di sviluppo del mero vacanziere settimanale, e che potrebbe influire su tutta l’area da Giarre a Messina (gli unici due punti che in questo momento offrono riparo a pescatori, imbarcazioni di media taglia etc). L’idea è di realizzare opere medio piccole che si prestino ad attracchi sicuri per la marineria locale ma anche approdi “asciutti “ per chi magari ha la barca “importante” ma non vuole “bagnarsi i piedi” per scendere a terra a visitare luoghi e bellezze locali di cui questo territorio è fecondo. Insomma le ripercussioni sarebbero enormi perché si andrebbe a coprire un territorio al momento completamente sprovvisto, ed un ponte (Giarre Messina) attualmente non percorribile da molti.
Il progetto è di massima ma c’è molto più di un paio di rendering che vi mando per dare una idea iniziale della proposta. Lo mando alla stampa perché dopo le onde, i muri e le strade divelte, la gente che si rimbocca le maniche e pulisce senza chiedersi niente, per quanto possa sembrare utopistico, mi sembra giusto condividere il progetto, come quando hai un bel sogno ed appena ti svegli con un sorriso non vedi l’ora di raccontarlo ai tuoi cari.
Gente dello Ionio fatevi forza, il mare ha vinto una battaglia, e non sarà l’ultima, ma noi tutti puntiamo a vincere la guerra.
Nelle foto S. Teresa e Alì complete
Arch Angelo Campagna











