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Presentazione Premio Adolfo Celi 2026 + sottoscrizione protocollo d’intesa Cirs Camera di Commercio

La settima edizione del Premio Adolfo Celi segna una nuova fase di crescita per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi da semplice riconoscimento dedicato alla memoria del grande attore messinese in un progetto culturale e sociale sempre più ampio e strutturato.

 

VII EDIZIONE PREMIO ADOLFO CELI 2026

Presentata la settima edizione all’Hotel Raya di Panarea. Significativa la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra il C.I.R.S. – Comitato Italiano Reinserimento Sociale ETS e la Camera di Commercio di Messina, un accordo che punta a costruire percorsi concreti di inserimento lavorativo per le donne ospiti delle case famiglia e a rafforzare il dialogo tra mondo della cultura, istituzioni e sistema economico. Il 15 giugno, tavola rotonda al Marina del Nettuno sui disturbi dell’alimentazione; il 16 nell’Arena Cicciò del Palacultura Antonello il Gran Galà Solidale con la cerimonia di premiazione.

La settima edizione del Premio Adolfo Celi segna una nuova fase di crescita per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi da semplice riconoscimento dedicato alla memoria del grande attore messinese in un progetto culturale e sociale sempre più ampio e strutturato. L’edizione 2026, presentata all’Hotel Raya di Panarea, si propone infatti come una vera e propria “edizione zero” di un futuro festival capace di coniugare cinema, cultura, territorio, solidarietà e sviluppo.

Tra i momenti più significativi della conferenza stampa vi è stata la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il C.I.R.S. – Comitato Italiano Reinserimento Sociale ETS e la Camera di Commercio di Messina, un accordo che punta a costruire percorsi concreti di inserimento lavorativo per le donne ospiti delle case famiglia e a rafforzare il dialogo tra mondo della cultura, istituzioni e sistema economico.

«La solidarietà, se vuole incidere davvero, deve diventare progetto», ha affermato la presidente del C.I.R.S., Maria Celeste Celi, spiegando il valore profondo dell’iniziativa. «Non basta commuoversi, non basta partecipare, non basta esserci una sera. Serve costruire percorsi e trasformare l’attenzione in opportunità reali. Questo protocollo non rappresenta un passaggio formale, ma un impegno concreto per accompagnare le donne non soltanto nella fase dell’accoglienza, ma anche nel momento decisivo della ripartenza».

Nel suo intervento, Maria Celeste Celi ha inoltre illustrato la visione che anima il Premio Adolfo Celi, soffermandosi sul legame tra il cinema e la missione sociale del C.I.R.S. «A prima vista possono sembrare mondi lontani – ha spiegato – da una parte il cinema, il racconto, l’immagine; dall’altra una casa famiglia, donne accolte, bambini da proteggere, vite da ricostruire. Eppure sono mondi profondamente legati. Per noi il cinema non è soltanto spettacolo, ma uno strumento di educazione, prevenzione e cambiamento culturale».

La presidente del C.I.R.S. ha evidenziato come il contrasto alla violenza di genere richieda oggi un approccio più profondo e culturale, capace di interrogarsi anche sul modo in cui la violenza viene raccontata dai media. «La comunicazione ha una responsabilità enorme. Dobbiamo chiederci se raccontiamo la violenza per prevenirla o per spettacolarizzarla. Il racconto può ferire, ma può anche curare ed educare. Può generare imitazione negativa oppure emulazione positiva. Per questo crediamo che cinema, televisione e mezzi di comunicazione possano diventare strumenti fondamentali per diffondere una cultura del rispetto, della responsabilità e della non violenza».

Secondo Maria Celeste Celi, il Premio nasce proprio con questa ambizione: utilizzare la forza della narrazione per promuovere valori sociali e offrire nuove opportunità di emancipazione. «Le donne ospiti delle nostre case famiglia non devono essere definite soltanto da ciò che hanno vissuto, ma da ciò che possono ancora diventare. Il lavoro significa dignità, identità, autonomia. E la cultura, quando incontra la vita reale delle persone, può trasformarsi in protezione, libertà e futuro».

Sul valore strategico della manifestazione si è soffermato anche il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale dell’industria culturale e creativa nello sviluppo economico contemporaneo. «Il cinema è un motore non solo culturale, ma anche economico, in grado di creare ricchezza e sostenere occupazione diretta, indiretta e indotta», ha dichiarato Blandina. Richiamando i dati del XIII Rapporto “Io sono Cultura” di Fondazione Symbola e Unioncamere, il presidente della Camera di Commercio ha ricordato come le industrie culturali e creative rappresentino ormai il 3% del Pil mondiale e siano considerate a tutti gli effetti un generatore di crescita e occupazione. «In Italia operano oltre 275 mila imprese e quasi 38 mila organizzazioni non profit attive nei settori della cultura e della creatività.

È evidente come il comparto audiovisivo debba essere considerato un asset strategico per il futuro del Paese. Ogni euro investito nel settore genera un impatto concreto non soltanto per la filiera, ma per l’intera economia». Blandina ha inoltre sottolineato il crescente legame tra cinema e turismo, un fenomeno che negli ultimi anni ha contribuito alla valorizzazione di numerosi territori italiani. «Il cineturismo non è una semplice moda. È uno strumento efficace di promozione territoriale capace di trasformare luoghi e comunità in destinazioni riconoscibili e attrattive. Cultura e sviluppo economico oggi viaggiano insieme, e iniziative come il Premio Adolfo Celi dimostrano quanto sia importante investire in progettualità che mettano in relazione identità, territorio e innovazione».

A rafforzare il significato della collaborazione tra C.I.R.S. e Camera di Commercio è intervenuta anche la segretaria generale Paola Sabella, che ha evidenziato il valore dell’accordo come esempio concreto di integrazione tra responsabilità sociale, crescita economica e sviluppo del territorio, sottolineando come le iniziative culturali possano diventare strumenti efficaci per generare inclusione e opportunità. Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Leonardo Celi, regista e figlio del compianto Adolfo Celi, che ha ricordato il padre come una figura centrale del cinema italiano e internazionale. Nel suo intervento ha ripercorso alcuni momenti della straordinaria carriera artistica dell’attore messinese, sottolineandone il rigore professionale, la passione per il mestiere e la capacità di contribuire alla diffusione del prestigio del cinema italiano nel mondo. Un’eredità culturale che continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti e professionisti dello spettacolo.

Il Premio entrerà nel vivo il 15 giugno al Marina del Nettuno di Messina con la tavola rotonda “Disturbi del comportamento alimentare: immagini, identità e possibilità di rinascita”. Un confronto multidisciplinare che coinvolgerà specialisti della nutrizione, psicologi, psicoterapeuti, rappresentanti di associazioni e autori impegnati sul tema, con l’obiettivo di analizzare il rapporto tra immagine corporea, identità personale e modelli culturali veicolati dai media e dai social network. L’iniziativa nasce dalla volontà di promuovere consapevolezza, prevenzione e dialogo, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma l’intera cittadinanza, con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie.

 

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