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Porto di tremestieri, il Movimento Azzurro chiede agli esperti i principali motivi che ostavano la realizzazione

Per impedire che si continui a sperperare denaro pubblico

Alcuni giorni fa, i dottori Giuseppe Pracanica e Antonino Quartarone dell’ Ecosezione di Messina di Movimento Azzurro, che, da moltissimi anni, seguono il problema ed il geom. Giuseppe Ricciardello, titolare dell’omonima Impresa di Costruzioni, si sono incontrati con il dott. Daniele Ingemi, noto esperto metereologo, per chiedergli quali erano, secondo i suoi studi, i principali motivi che ostavano la realizzazione del porto a Tremestieri.

Questa la risposta:

 

1)  in fase di progettazione dell’opera non è stato valutato l’effetto della struttura sulla dinamica costiera né  sui processi erosivi che ne sarebbero derivati nè sono state previste opere di ripascimento dei tratti di litorale attigui all’opera.

 

2)  L’infrastruttura interferisce con lo sbocco di tre fiumare che scendono dai Peloritani, con alto il rischio di eventi alluvionali, a causa della particolare conformazione geomorfologica ed esposizione. Durante la progettazione, non si è assolutamente pensato a come intervenire su questi torrenti.

 

3)  Nell’area del nuovo Porto di Tremestieri, lungo l’imboccatura sud dello Stretto, le componenti di agitazione ondosa significativa hanno una direzione dominante di propagazione superiore a 140°. Le onde più significative, durante le mareggiate da scirocco e ostro, che generalmente provengono da S-SE e Sud, e raggiungono un’altezza di circa 1/3 in più rispetto a quella che si riscontra in mare aperto. Tali componenti innescano un significativo trasporto solido (detriti, sabbia) da Sud verso Nord che, ogni volta, all’altezza dell’approdo di Tremestieri, bloccano la diga foranea, causando il solito problema dell’insabbiamento ad ogni evento sciroccale. Peraltro nel progettare il nuovo porto non ci si è posti nemmeno il problema di come evitare l’insabbiamento.

 

I continui interramenti, inoltre, impediscono che si possa liberare la città dall’attraversamento dei TIR, principale motivo addotto per motivare la realizzazione dell’Opera. Invece sarebbe sufficiente realizzare quello che pacificamente avviene, già da molti anni, nei più trafficati dal gommato, porti d’Italia e di Europa, impedire l’attraversamento delle città dei TIR. Nel nostro caso, è sufficiente collegare le autostrade direttamente con il porto naturale.

 

Per impedire che si continui a sperperare denaro pubblico, i principali motivi che ostavano la realizzazione immotivatamente, MOVIMENTO AZZURRO e l’impresa di costruzioni Ricciardello hanno deciso di coinvolgere i rispettivi Uffici Legali.

 

Illustri esperti chiesti di quanto si allunga la navigazione hanno affermato “La distanza nautica tra Tremestieri e Villa S. Giovanni è circa il doppio di quella tra Messina e Villa S. Giovanni, per cui il tempo di navigazione raddoppia.” Ciò comporta un aumento dei costi? “Certo”. Su chi ricadono tali aumenti? “Sui mezzi traghettati, e quindi sulle merci che entrano ed escono dalla nostra Isola. Si tratta di quasi 20 milioni di euro l’anno di maggiori oneri.”

Movimento Azzurro sottolinea che si ha anche il doppio dell’inquinamento ed inoltre vi sono circa 570 miglia marine di mare aperto davanti all’ipotizzato porto.

Il prof. Giovanni Falsone ha ricordato che, al tempo, investito dalla Prefettura, il Dipartimento aveva studiato il problema ed indicato varie soluzioni ma di non essere stato più interpellato.

 

 

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