Dal campo alla ricerca scientifica, fino alla sperimentazione gastronomica. La seconda edizione, molto partecipata, di “POMODORSO”, ospitata al Blanco Beach Club di Messina, ha proposto un confronto sul pomodoro come elemento di connessione tra agricoltura, università e ristorazione, attraverso workshop e momenti di degustazione.
La filiera agricola
Ad aprire i lavori è stata Finagricola, rappresentata da Carmela Viggiano, che ha illustrato il ciclo produttivo del pomodoro: dalla selezione del seme fino alla coltivazione e alla raccolta manuale. Un processo lungo che incide direttamente sulla qualità del prodotto finale, legata all’equilibrio tra varietà, condizioni agronomiche e tecniche di lavorazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alle varietà a bacca piccola e alle caratteristiche organolettiche del pomodoro, tra dolcezza, acidità e consistenza.
E’ stato sottolineato , come l’agricoltura sia soprattutto passione, ma è difficile che le nuove generazioni, ereditino il bagaglio culturale dei loro avi, incentrato soprattutto su un rapporto di simbiosi con la terra.
Ricerca e nutrizione
Il professor Nicola Cicero del Dipartimento BIOMORF dell’Università di Messina ha inquadrato il pomodoro all’interno della dieta mediterranea e della ricerca scientifica.
Focus su licopene e carotenoidi, sostanze antiossidanti presenti nel pomodoro, e sui progetti di economia circolare legati al riutilizzo dei sottoprodotti della lavorazione per l’estrazione di molecole bioattive.
Il lavoro agricolo
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema delle condizioni del lavoro in agricoltura, richiamato dal Presidente di Slow Food Messina, Nino Mostaccio, che ha posto l’attenzione sul valore della filiera e sulla necessità di garantire dignità al lavoro agricolo lungo tutta la catena produttiva.
La pasticceria e il pomodoro
Spazio anche alla sperimentazione gastronomica con l’intervento del pasticcere, Daniele Bonasinga, della nota pasticceria Principe Panebianco, che ha proposto un sorbetto al pomodoro realizzato a partire dal frutto fresco, con acqua di pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale e basilico.
Una proposta che ha evidenziato la contaminazione tra cucina dolce e salata e l’evoluzione dei linguaggi gastronomici contemporanei.
Slow Food e il consumo consapevole
Il presidente di Slow Food Messina, Nino Mostaccio, proprietario dell’ormai noto ristorante Casa e Putia, è intervenuto anche sul tema del consumo consapevole, legando la qualità del prodotto alla struttura della filiera e al riconoscimento del lavoro agricolo.
La chiusura
A concludere gli interventi è stato Gabriele Arcovito, proprietario del Blanco Beach Club e ideatore del format, che ha sottolineato l’obiettivo dell’iniziativa: creare un luogo di incontro tra agricoltura, cucina e ricerca attraverso il pomodoro come elemento comune.
Le “Stazioni del gusto”




Accanto al workshop, spazio alle “Stazioni del gusto”, con proposte gastronomiche dedicate alle diverse declinazioni del pomodoro, tra cucina, mixology e pasticceria.
Un laboratorio sul cibo contemporaneo

La giornata si è chiusa tra degustazioni e momenti di intrattenimento, ma il fulcro dell’evento resta il dialogo tra produzione agricola, ricerca e gastronomia.
Il pomodoro si conferma così un prodotto capace di attraversare filiere diverse, unendo territorio, innovazione e tradizione culinaria.
La serata è stata animata dal comico Denny Napoli, allietata dalla musica dagli Approssimativi e il Djset Fabrizio Duca. Durante la serata Live Body painting @giorgiombra; Live painting Piero Anna.










