A nome dell’Associazione Fiab Messina Ciclabile desideriamo intervenire nuovamente nel dibattito
sulle piste ciclabili in città, ravvivatosi in questi giorni in seguito all’inizio dei lavori in strada San
Giacomo, in zona Duomo.
Avvertiamo in questa fase una certa agitazione in città, alimentata dall’ipotesi di dimissioni del
sindaco e di voto anticipato nella prossima primavera. Un fermento da campagna elettorale che
temiamo non aiuterà l’amministrazione a dare continuità alle sue azioni, né ad alimentare un
confronto costruttivo sul tema della mobilità.
Di seguito una sintesi delle nostre posizioni, la cui versione integrale sarà disponibile sul nostro sito e
che potremmo condividere qualora ne faceste richiesta.
Con la presente desideriamo chiarire le posizioni di Fiab Messina Ciclabile, per evitare
strumentalizzazioni e, auspicabilmente, per definire delle possibili linee di dibattito e confronto nel
caso di un probabile scenario elettorale.
Fiab Messina Ciclabile non è contro, o per l’amministrazione Basile. Fiab Messina non è
un’associazione di tipo politico, e come tale e non si schiererà mai pregiudizialmente a favore o
contro un’amministrazione, né darà raccomandazioni di voto. Occupandosi di temi di mobilità, si
affrontano argomenti caldi nel dibattito politico cittadino, ma teniamo a ribadire la una posizione di
neutralità rispetto a chi governa la città.
Il tema della mobilità riguarda più complessivamente quello della gestione e della fruizione degli
spazi urbani. Serve una visione condivisa come espresso più volte. Il Pums approvato nel 2024
rappresenta la base di questa visione, ma il suo impianto va ridiscusso valutando i risultati sin qui
raggiunti.
Serve la continuità dei percorsi, pedonali e ciclabili, per la sicurezza di tutti. Quando parliamo di
visione condivisa, intendiamo affermare pochi punti, che ci sembrano condivisibili anche da chi non
è necessariamente un fautore della mobilità in bici. La mobilità di una città moderna e vivibile nel
2026 non può essere affidata unicamente al trasporto motorizzato privato (auto). Riteniamo che chi
vuole scegliere la cosiddetta mobilità attiva, cioè, camminare o andare in bicicletta, debba poterlo
fare in condizioni di sufficiente sicurezza. Quelle condizioni oggi sono assenti su gran parte del
territorio cittadino. Basti pensare ai marciapiedi del viale della Libertà, o a quelli della zona Sud. Chi
oggi prova a muoversi a piedi tra Contesse e Villa Dante, lo fa in condizioni di sicurezza e di decoro
urbano indegne di qualsiasi contesto civile. Lo stesso per chi sceglie di muoversi in bici.
Contrariamente a quanto previsto dal Pums, la zona Sud è tuttora sprovvista di infrastrutture
ciclabili.
In un contesto nazionale in cui anche il centro storico di Roma è diventato recentemente zona
30km/h (anche su strade di scorrimento), e in cui, dopo il primo anno di adozione della misura “Città
30”, a Bologna si sono registrati confortanti risultati in termini di sicurezza stradale, di riduzione
dell’inquinamento e di aumento degli spostamenti sostenibili,
(https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/citta30-dati-primo-anno), la domanda che ci
poniamo è “perché no a Messina”?
Vorremmo che l’amministrazione, la politica e più generalmente la cittadinanza approcciasse il tema
della mobilità da una prospettiva di visione comune, di diritto alla scelta e di sicurezza, senza
focalizzarsi in maniera strumentale su un singolo intervento, come può essere la realizzazione di un
breve tratto di percorso ciclabile.
È su questa visione di futuro che potrà costruirsi un nuovo modello di città. Una città che respiri,
sicura per chi cammina, pedala e vive le strade. La petizione che abbiamo lanciato nei mesi scorsi
(https://messinaciclabile.it/vogliamo-una-citta-che-respiri-sicura-per-chi-cammina-pedala-e-vivele-
strade-ogni-giorno/) afferma che La sicurezza stradale è un diritto: Messina può – e deve – fare di
più!
Ed è anche di questo che vorremmo si discutesse, qualsiasi sia lo scenario, nel breve/lungo termine,
riservato alla città.











