L’odio che corre veloce tra le pieghe dei social ha, ancora una volta, superato ogni limite. Nei giorni scorsi, un commento pubblicato online ha scatenato un’ondata di sdegno e profonda preoccupazione per il livello di violenza verbale raggiunto. L’autore del messaggio, nel tentativo maldestro e aberrante di condannare un atto di vandalismo, ha pronunciato una delle frasi più gravi e disumanizzanti del dibattito pubblico recente, scrivendo: “Sicuramente queste persone sono diversamente abili, Autistici con un cromosoma in più, a mio giudizio vanno soppressi.” A questo si è aggiunta la solita retorica del “basta buonismo”, come se l’empatia fosse diventata una colpa, e non un valore fondante della convivenza civile.
A prendere posizione con fermezza sono stati due rappresentanti delle istituzioni, che hanno scelto di non restare in silenzio. Il Sindaco di Oliveri, Francesco Iarrera, e il Consigliere comunale di Patti, Dott. Gaetano Crisà, hanno condannato pubblicamente l’accaduto con due post netti e incisivi, diventati rapidamente virali. Le loro parole non sono solo una risposta a un singolo commento, ma un monito più ampio sul ruolo che le istituzioni devono esercitare come presidio morale della comunità.
Il sindaco Iarrera ha definito l’episodio con una frase tanto forte quanto necessaria: “Non possiamo permettere che la rabbia diventi licenza di trasformare le parole in coltellate. Ci sono espressioni che non sono opinioni o offese: sono ferite che tornano a sanguinare.” Una dichiarazione che mette in evidenza il pericolo concreto che certe affermazioni possano superare il confine del virtuale e tramutarsi in esclusione sociale, discriminazione e persino violenza reale.
Deciso anche l’intervento del consigliere Crisà, che ha richiamato l’articolo 3 della Costituzione Italiana, secondo cui “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di condizioni personali e sociali.” Un principio fondamentale, che troppo spesso viene calpestato in nome di una “libertà di parola” distorta e abusata, usata come scudo per giustificare la crudeltà.
Il bersaglio dell’attacco è stato, ancora una volta, il mondo della disabilità. L’autismo, in particolare, è stato strumentalizzato come insulto, svilito, travisato. Un fenomeno sempre più frequente in un contesto in cui l’ignoranza si maschera da franchezza e la violenza verbale viene scambiata per libertà di espressione. Ma la libertà, quella vera, non può mai essere il lasciapassare per il disprezzo.
Ecco perché la reazione degli amministratori locali assume un valore ancora più importante. Il loro non è stato solo un gesto di condanna, ma una presa di posizione a favore di un linguaggio che unisca, che includa, che protegga. Non esiste civiltà dove c’è spazio per il disprezzo. Non c’è giustizia se passa attraverso l’odio. E non c’è futuro se si continua a usare i social come latrine dell’anima.
È un invito a riflettere, a fermarsi prima di scrivere, a ricordare che dietro ogni parola ci sono persone, famiglie, vite. E in un mondo che spesso parla troppo, chi sceglie di usare bene le parole merita attenzione.
L’inclusione è una cosa seria. La diversità è una cosa importante. Nella nostra unicità, siamo tutti uguali.
Si invitano i lettori a leggere integralmente i post pubblicati sulle pagine Facebook del Sindaco di Oliveri e del Consigliere Crisà. Perché il silenzio, di fronte all’odio, non è mai neutrale.













Antonino Torre
15 Luglio 2025 at 16:30
Da genitore di un ragazzino con disturbo dello spettro autistico, ringrazio pubblicamente il Dott. Gaetano Crisà, il Dott. Francesco Iarrera e tutti gli amici di Falcone, Oliveri e Patti per la sensibilità che hanno dimostrato in questa spiacevole vicenda.
Mi auguro di non dover leggere mai più affermazioni di tale gravità, violenza e ignoranza verso qualsiasi soggetto portatore di disabilità.
Antonino Torre – Oliveri