Il Governo ha appena finanziato, nella nuova Carta Geologica Nazionale, la realizzazione del “Foglio 588”
(Villa San Giovanni e parte Nord della città di Messina), documento che dovrebbe costituire “un elemento di
estrema importanza nella fase preliminare per la realizzazione del ponte, in relazione soprattutto alla
situazione sismica dell’area dello Stretto”. Il lavoro si concluderà nel 2027, mentre il cronoprogramma del
ponte vorrebbe avviare i cantieri già nel 2024. Di fronte a ciò, c’è chi dichiara che la cartografia non potrà
aggiungere nulla, perché il progetto sarebbe già ora un “patrimonio inestimabile di conoscenze”.
A smentirli però è lo stesso progetto, dove leggiamo che la campagna geognostica realizzata nel “definitivo”
è incompleta, che la conoscenza della struttura tettonica è vecchia di oltre vent’anni, e che se ne “auspica”
un aggiornamento …nel progetto esecutivo2
In documenti ufficiali e recentissimi convegni, CNR e INGV dichiarato inadeguate le informazioni sul rischio
geologico dell’area dello Stretto, ribadendo che in assenza di importanti approfondimenti l’attuale
progettazione del ponte (tarata su un terremoto 7.1 Richter) è assolutamente insufficiente e inadeguata
dovendosi prudenzialmente considerare un rischio sismico ben superiore4
.
Insomma: gli stessi progettisti dichiarano insufficiente la conoscenza geologica, tettonica e sismica dell’area
e, con moltissima probabilità, anche la realizzazione del “Foglio 588” non sarà sufficiente. Per conoscere in
maniera approfondita la suscettibilità sismica di una zona così complessa occorrerà investire molte altre
risorse e tanto tempo ancora. Se non si vuole finanziare, e attendere, questi studi il progetto deve essere
rifatto sulla base di scenari ben peggiori di quello attualmente utilizzato. Parola di CNR, INGV e comunità
scientifica.
Noi, da semplici cittadini, pretendiamo che sul “principio di propaganda”, tanto di moda oggi, prevalga il
rispetto delle indicazioni della scienza e la tutela dell’interesse collettivo.










