Inaugurato ieri il centro mobile della prevenzione oncologica firmato Komen Italia con il sostegno di Caronte & Tourist: visite gratuite, incontri e un messaggio chiaro per tutte le donne, nessuna esclusa.
Una fila ordinata di donne, alcune con lo sguardo emozionato, altre curiose, qualcuna sorridente. Così si è aperta ieri a Villa Dante la prima giornata del Villaggio della Salute, l’iniziativa itinerante promossa da Komen Italia e sostenuta dal Gruppo Caronte & Tourist, che proprio quest’anno celebra i suoi sessant’anni di attività.
L’evento, che proseguirà fino al 16 ottobre, rientra nel calendario dell’Ottobre Rosa, mese simbolo della prevenzione del tumore al seno, e rappresenta un’occasione concreta per ricevere screening gratuiti — mammografie, ecografie e visite senologiche — in un contesto accogliente, accessibile e, soprattutto, aperto a tutte.
“Un gesto semplice può salvare una vita” ha ricordato durante la cerimonia il sindaco Federico Basile, intervenuto insieme all’Assessora alle Pari Opportunità Liana Cannata, ai rappresentanti di Caronte & Tourist e di Komen Italia.
L’affluenza della prima giornata è stata significativa: decine di donne, anche molto giovani, hanno approfittato dell’opportunità, dimostrando come il messaggio della prevenzione stia finalmente superando molte barriere culturali. Il Villaggio non è solo un luogo di diagnosi, ma anche uno spazio di ascolto, incontri sul benessere psicologico e momenti formativi.
Un villaggio per la comunità
Dietro questa grande macchina della salute si cela un lavoro corale che coinvolge volontari, associazioni locali e operatori sanitari. Caronte & Tourist, main partner dell’iniziativa, ha ribadito il suo impegno sociale: «La prevenzione è un diritto, non un lusso. Siamo orgogliosi di restituire qualcosa a un territorio che ci accompagna da 60 anni».
Il Villaggio resterà attivo fino al 16 ottobre, dalle 9.30 alle 16.00. L’invito è chiaro: non rimandare un controllo che può fare la differenza. Basta presentarsi, senza appuntamento, e dedicare qualche minuto a sé stesse.
Francesco Zullo










