La Borsa Internazionale del Turismo rappresenta ogni anno un passaggio
cruciale per le destinazioni che intendono posizionarsi sui mercati
nazionali e internazionali. È il luogo in cui si costruiscono
relazioni commerciali, si presentano programmi e si definiscono le
politiche turistiche per gli anni successivi. Anche quest’anno, però,
Messina arriva a questo appuntamento senza una proposta strutturata,
confermando una cronica assenza dal mercato turistico organizzato. Il
problema non è la mancanza di risorse, ma l’assenza di una
programmazione unitaria e di una visione strategica. La promozione, da
sola, non basta: prima di comunicare un territorio occorre averne
definito il prodotto, il mercato di riferimento e il posizionamento.
In questo contesto, Messina non deve competere con le realtà
turistiche consolidate che la circondano, Taormina, Isole Eolie, Capo
d’Orlando, perché l’imitazione di modelli basati su lusso, esclusività
e consumo rapido del territorio porterebbe inevitabilmente a un
fallimento. La strada possibile è invece quella della contrapposizione
consapevole. Messina può diventare una città turistica proprio perché
diversa: una città urbana mediterranea, accessibile nei costi, viva
tutto l’anno e autentica nei ritmi quotidiani. Non una
città-cartolina, ma una città da vivere, capace di attrarre un turismo
lento e di permanenza, fatto di soggiorni medi e lunghi, lavoratori da
remoto, studenti e viaggiatori indipendenti. Per rendere questo
modello concreto è necessario trattare il turismo come un processo
industriale: definire un prodotto chiaro, scegliere i mercati target,
costruire un’offerta integrata e pianificare su base pluriennale.
Finora tutto questo è mancato, producendo un ritardo strutturale che
pesa sulla capacità della città di intercettare flussi e opportunità.
La domanda resta aperta: Messina intende continuare a muoversi nel
perimetro di un marketing locale autoreferenziale o vuole finalmente
costruire le condizioni per uno sviluppo turistico alternativo,
omogeneo e duraturo? Il mercato non aspetta, e ogni ulteriore rinvio
rischia di trasformarsi in un’occasione persa.Franco Tiano