La nota dei segretari dei circoli cittadini dopo l’allarme del presidente dell’Acr Messina Justin Davis: «Il Celeste contestato fra società, la piscina Graziella Campagna chiusa a ottobre. Dove sono i risultati?»
L’appello del presidente dell’Acr Messina Justin Davis non è soltanto una questione calcistica. È la fotografia di una città che, dopo otto anni di continuità amministrativa, continua a fare i conti con una disponibilità insufficiente e discontinua dei propri impianti sportivi. Un grido d’allarme che non può cadere nel vuoto: se la prima società calcistica cittadina lamenta difficoltà operative così gravi, l’Amministrazione deve rispondere con i fatti e non farsi trovare impreparata.
Non si può certo dire che siano mancati programmi e risorse. Nel 2024 l’Amministrazione presentava come un vero e proprio «piano Marshall» un programma da circa 15 milioni di euro per gli impianti sportivi; nel frattempo sono arrivati anche importanti finanziamenti del Pnrr per il Celeste e il PalaMerlino.
Proprio per questo la domanda è semplice: dove sono i risultati nella vita quotidiana delle società sportive e degli atleti?
Lo stadio Celeste continua a essere al centro di problemi di utilizzo e di convivenza tra società. Il basket e il volley devono fare i conti con spazi ridotti. La piscina comunale Graziella Campagna ha iniziato ottobre con i cancelli ancora chiusi, nonostante le rassicurazioni sulla riapertura. E ci sono gli impianti affidati negli anni alla Messina Social City, da Villa Dante alla piscina Cappuccini, per i quali le associazioni sportive non hanno un interlocutore diretto nell’Amministrazione e faticano a programmare la propria attività.
Il problema non sono le società che chiedono di utilizzare gli impianti. Il problema è che dopo otto anni, milioni di euro investiti e una stagione irripetibile di finanziamenti straordinari, a Messina si continua troppo spesso a contendersi gli spazi invece di poter contare su una rete di strutture pienamente funzionante.
Uno stadio, una palestra o una piscina sono davvero restituiti alla città soltanto quando possono essere utilizzati ogni giorno, con continuità, manutenzione e una gestione adeguata. Serve una politica sportiva che avvicini allo sport di base, allarghi la partecipazione fra le diverse fasce della popolazione e sostenga le realtà che fanno attività sportiva fra mille difficoltà. Non bastano conferenze stampa, inaugurazioni e grandi eventi.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di rendere pubblico lo stato di avanzamento del programma da 15 milioni, impianto per impianto, e di indicare una data certa per la riapertura della piscina Graziella Campagna.
Se dopo otto anni siamo ancora costretti a rincorrere emergenze, chiusure e sovrapposizioni, il problema non può più essere attribuito al passato o alla mancanza di risorse. È il momento di misurare la programmazione sui risultati.
I segretari dei circoli del Partito Democratico della città di Messina










