Il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) ha avviato il taglio di migliaia di alberi, principalmente pini, sulle autostrade A20 Messina-Palermo e A18 Messina-Catania, suscitando una forte protesta da parte degli ambientalisti siciliani. Secondo il CAS, l’abbattimento è motivato dalla necessità di rimuovere alberi considerati pericolanti o non più a norma in seguito a perizie tecniche. Questa misura di sicurezza si è resa necessaria anche a seguito di recenti episodi di maltempo, durante i quali diverse piante sono cadute sulle carreggiate, causando disagi e pericoli per gli automobilisti. Le associazioni ambientaliste, tra le quali Italia Nostra, che hanno duramente contestato l’operato, definendolo uno “scempio”. Gli esperti sostengono che molti degli alberi abbattuti fossero sani e dritti e mettono in dubbio la validità delle perizie che hanno portato a una decisione così drastica. Le associazioni hanno chiesto la sospensione immediata dei lavori e maggiore trasparenza sulle motivazioni, richiedendo l’accesso alle relazioni tecniche che giustificano i tagli massicci. Si teme inoltre che la rimozione della vegetazione possa destabilizzare i versanti, aumentando il rischio idrogeologico in caso di forti piogge. La questione rimane aperta, con il dibattito pubblico che si concentra sulla necessità di un equilibrio tra la sicurezza della viabilità e la tutela del patrimonio boschivo naturale nel territorio siciliano.










