Nota stampa – Il consigliere comunale e metropolitano capogruppo Lega Cosimo Oteri
«Il Ponte sullo Stretto non ha ancora aperto un cantiere e, puntualmente, c’è già chi prova ad attribuirgli ogni problema che affligge Messina. Un esercizio che ormai rasenta il paradosso.
La verità è che la città paga il prezzo di decenni di ritardi, di infrastrutture lasciate invecchiare e di una rete idrica ormai colabrodo, con milioni di litri d’acqua dispersi e interi quartieri costretti a fare i conti con continui disservizi. Tutto questo esisteva molto prima del Ponte e continuerà a esistere se qualcuno preferirà ancora la propaganda alle soluzioni.
La differenza è che oggi, grazie all’opera più importante del Paese, Messina ha finalmente l’occasione di ottenere investimenti senza precedenti. Investimenti che potranno tradursi anche nel rifacimento delle reti, nella realizzazione di due dissalatori e in infrastrutture che la città attende da troppo tempo.
Colpisce che chi si definisce difensore del territorio continui a contrastare proprio quell’opera che può rappresentare il più grande volano di sviluppo degli ultimi decenni. È una contraddizione evidente, si denunciano le carenze della città, ma si osteggia lo strumento che può contribuire a superarle.
Ai professionisti del “No” rivolgo un invito:
Invece di cercare nel Ponte il colpevole di problemi che esistono da trent’anni, abbiano il coraggio di spiegare ai messinesi quale sarebbe la loro alternativa concreta per rifare, per esempio, una rete idrica ormai al collasso e garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento idrico.
Perché dire sempre e soltanto “No” non fa arrivare una goccia d’acqua in più nelle case dei messinesi. Le infrastrutture, invece, possono farlo.»










