Anche AriSLA celebra la Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza, istituita dall’ONU nel 2015, evidenziando l’importante ruolo delle ricercatrici nella ricerca sulla SLA. Attualmente, sono 67 le donne sostenute da AriSLA, di cui 52 coordinano i progetti, su un totale di 115 studi e 160 ricercatori supportati. Negli ultimi cinque anni, la partecipazione femminile è cresciuta, con il 51% dei coordinatori di progetto donne. Questi dati testimoniano il contributo fondamentale delle ricercatrici nel comprendere e trovare terapie per la SLA. AriSLA ha raccolto le storie di vita e professionali di queste ricercatrici, che condividono il desiderio di contribuire a migliorare la vita dei pazienti. Tra queste, la Prof.ssa Tania Zaglia, docente all’Università di Padova e coordinatrice del progetto ‘SYMPALS’, ha raccontato come la passione per la ricerca sia nata già al liceo, alimentata dalla curiosità e dal desiderio di risposte. La sua motivazione nasce anche dall’esperienza con i pazienti affetti da SLA, che le hanno insegnato il valore della dignità e della lotta. La ricerca della Prof.ssa Zaglia si concentra sui meccanismi alla base della SLA, con l’obiettivo di favorire diagnosi precoci e sviluppare terapie efficaci, migliorando la qualità di vita e l’aspettativa di sopravvivenza dei pazienti. Questi sforzi rappresentano un passo importante verso nuove speranze per chi affronta questa malattia.
Lillo Zaffino











