Furto al Museo regionale di Messina, Elvira Amata: “Una ferita gravissima alla nostra città e al patrimonio culturale siciliano”*

_Messina, 16 agosto_ – “Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte”. Lo dichiara l’on. Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.

“Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell’identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica.

Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave.

In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi”, conclude l’on. Elvira Amata.

 

Furto al Museo Accascina, trafugate quattro opere di Antonello da Messina. Il Sindaco Basile: “Fatto gravissimo e riprovevole”

Un grave episodio che colpisce il patrimonio culturale e identitario della città. Il Comune al fianco delle istituzioni preposte alla tutela e alla sicurezza delle opere d’arte.

Il Comune di Messina esprime profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina.

Sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, quest’ultima asportata direttamente dall’interno di una teca blindata.

L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale Processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione.

“Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dichiara il sindaco Federico Basile –. È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”.

“La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il Sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza”.

Il Sindaco ha espresso piena fiducia nelle attività investigative delle Forze dell’Ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città.

“Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.

FURTO DEI QUADRI DI ANTONELLO DA MESSINA: ORA SERVONO ASSUNZIONI DI RESPONSABILITÀ
Di fronte alla gravità del furto delle opere di Antonello da Messina, necessario un atto conseguente e immediato: le dimissioni dei vertici della Soprintendenza  e del Museo Regionale di Messina “Maria Accascina”.
Quando da un museo vengono sottratte opere di un valore storico, artistico e identitario inestimabile, non basta parlare di sgomento o avviare verifiche interne. Occorre interrogarsi sulle responsabilità nella gestione della sicurezza e sulla qualità dei sistemi di vigilanza e controllo.
Se saranno confermate superficialità, carenze organizzative o incompetenza nella gestione della sicurezza museale, chi ha responsabilità apicali deve assumersene le conseguenze.
Le dimissioni, in questo caso, non dovrebbero essere considerate una scelta discrezionale, ma un atto dovuto davanti alla comunità e al patrimonio culturale che si aveva il compito di tutelare.
Messina non può permettersi di perdere pezzi della propria storia e, soprattutto, non può accettare che dopo un fatto di questa gravità tutto finisca con qualche dichiarazione di circostanza.
Il patrimonio di Antonello da Messina appartiene alla città, alla Sicilia e all’umanità. Chi aveva il compito di custodirlo deve rispondere, senza alibi e senza scaricabarile.
    Maurizio Rella      ferente Controcorrente