l furto avvenuto al Museo regionale di Messina è un fatto gravissimo che colpisce il patrimonio culturale e l’identità stessa della Sicilia. Occorre fare piena luce su quanto accaduto e, in particolare, verificare il funzionamento dei sistemi di sicurezza, della videosorveglianza e della vigilanza del Museo.
Abbiamo chiesto al Governo, afferma l’on. Calogero Leanza (PD), risposte immediate e interventi concreti, non soltanto per il MuMe ma per tutti i musei e i siti culturali siciliani. La tutela di opere di valore inestimabile deve essere una priorità assoluta».
A seguire l’interrogazione:
Notizie urgenti in merito al furto di quattro opere d’arte presso il Museo regionale di Messina,
al funzionamento dei sistemi di sicurezza e iniziative per il rafforzamento della tutela
del patrimonio culturale regionale
DESTINATARI
Presidente della Regione Siciliana; Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana
TESTO
Premesso che:
nella notte tra il 15 e il 16 agosto 2026 si è verificata un’incursione all’interno del Museo regionale interdisciplinare di Messina (MuMe), nel corso della quale sono state sottratte quattro opere d’arte di grandissimo valore storico e culturale, tra cui tre tavole riconducibili al Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà;
il grave episodio ha determinato un danno rilevante al patrimonio culturale custodito dalla Regione siciliana e ha suscitato forte preoccupazione nell’opinione pubblica, anche in considerazione del valore storico, artistico e identitario delle opere sottratte;
considerato che:
la sottrazione di beni culturali custoditi all’interno di una struttura museale regionale pone interrogativi particolarmente rilevanti circa l’adeguatezza dei sistemi di prevenzione, sorveglianza e sicurezza adottati presso il Museo;
appare necessario comprendere con precisione attraverso quali modalità sia stato possibile accedere alle sale espositive e sottrarre le opere, verificando altresì se e quali sistemi di allarme, videosorveglianza, controllo degli accessi e protezione delle teche e delle opere abbiano effettivamente funzionato al momento dell’incursione;
è altresì necessario accertare se i sistemi di sicurezza fossero pienamente operativi, se fossero stati sottoposti a regolare manutenzione e verifica e se, nei giorni e nelle ore precedenti il furto, fossero state segnalate anomalie o malfunzionamenti;
la vicenda rende inoltre opportuno verificare l’adeguatezza dei protocolli di sicurezza complessivamente adottati presso il museo, anche con riferimento alla vigilanza notturna, ai sistemi di rilevazione delle intrusioni, alla trasmissione degli allarmi alle forze dell’ordine e alle procedure di emergenza;
considerato che:
la tutela del patrimonio culturale regionale costituisce una responsabilità primaria dell’Amministrazione regionale e richiede standard di sicurezza adeguati al valore dei beni custoditi;
un episodio di tale gravità impone, oltre all’accertamento delle responsabilità da parte degli organi investigativi, una puntuale verifica amministrativa e tecnica sul funzionamento dei sistemi di sicurezza e sulle eventuali criticità organizzative e strutturali della struttura museale;
è necessario evitare che eventuali vulnerabilità emerse in occasione del furto possano permanere e mettere a rischio ulteriori opere di rilevante valore custodite nei musei e negli istituti culturali regionali;
per sapere:
se il Governo regionale sia a conoscenza di tutti gli elementi relativi all’incursione e al furto avvenuto presso il Museo regionale interdisciplinare di Messina e quali informazioni siano state acquisite dalla direzione del Museo;
quali sistemi di sicurezza, videosorveglianza, allarme antintrusione, controllo degli accessi e protezione delle opere fossero installati e operativi presso il Museo al momento dei fatti;
se, nella notte dell’incursione, tali sistemi abbiano regolarmente funzionato e, in caso contrario, quali apparati o procedure abbiano presentato anomalie, disfunzioni o mancata attivazione;
se gli impianti di sicurezza fossero stati sottoposti, nei tempi previsti, alle necessarie attività di manutenzione, verifica e collaudo e se risultino agli atti segnalazioni di malfunzionamenti, guasti o criticità nei giorni o nelle settimane precedenti il furto;
quali siano le modalità di vigilanza e controllo notturno del Museo, indicando se la struttura fosse presidiata da personale di vigilanza e quali fossero i protocolli previsti in caso di attivazione di un allarme;
se gli allarmi eventualmente attivati siano stati correttamente ricevuti e gestiti e in quali tempi siano state informate le forze dell’ordine;
se il Governo regionale abbia disposto o intenda disporre un’immediata verifica tecnica indipendente sull’intero sistema di sicurezza del Museo, comprendente impianti, videosorveglianza, sistemi antintrusione, teche, porte, finestre, accessi e procedure di vigilanza;
quali iniziative urgenti intenda adottare per rafforzare la sicurezza del Museo regionale di Messina e garantire una maggiore protezione delle opere di particolare pregio;
se il Governo intenda procedere a una ricognizione complessiva dei sistemi di sicurezza di tutti i musei e dei siti culturali regionali, al fine di individuare eventuali analoghe vulnerabilità e prevenire il ripetersi di episodi di questa natura.
Firmatari
on. Sebastiano VENEZIA
on. Calogero LEANZA
on. Michele CATANZARO
on. Giovanni BURTONE
on. Valentina CHINNICI
on. Antonino CRACOLICI
on. Emanuele DIPASQUALE
on. Mario GIAMBONA
on. Dario SAFINA
on. Ersilia SAVERINO
on. Tiziano SPADA
Furto al Museo regionale di Messina, Elvira Amata: “Una ferita gravissima alla nostra città e al patrimonio culturale siciliano”*
_Messina, 16 agosto_ – “Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte”. Lo dichiara l’on. Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.
“Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell’identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica.
Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave.
In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi”, conclude l’on. Elvira Amata.
Furto al Museo Accascina, trafugate quattro opere di Antonello da Messina. Il Sindaco Basile: “Fatto gravissimo e riprovevole”
Un grave episodio che colpisce il patrimonio culturale e identitario della città. Il Comune al fianco delle istituzioni preposte alla tutela e alla sicurezza delle opere d’arte.
Il Comune di Messina esprime profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina.
Sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, quest’ultima asportata direttamente dall’interno di una teca blindata.
L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale Processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione.
“Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dichiara il sindaco Federico Basile –. È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”.
“La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il Sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza”.
Il Sindaco ha espresso piena fiducia nelle attività investigative delle Forze dell’Ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città.
“Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.










