La lista “Rinnovamento nella continuità” che fa riferimento agli ingegneri Santi Trovato, Antonio Barone, Gianluca Mirenda, Pino Rando, Giovanni Lo Schiavo ha doppiato la lista “Uniti per fare ordine”, eleggendo 10 consiglieri su 15 nel Consiglio dell’Ordine degli Ingeneri di Messina per il quadriennio 2026-2030. L’ affermazione dei candidati della lista “Rinnovamento nella continuità” alle elezioni che si sono svolte il 24 e 25 luglio, attesta, qualora ve ne fosse stato il bisogno, la validità di un programma e di politiche ordinistiche, che trovano il pieno consenso dei colleghi. La vittoria elettorale conferma la fiducia che chi è stato chiamato al voto ha voluto accordare non alle singole persone ma alle attività poste in essere in tutti questi anni nell’interesse di tutta la categoria, senza indulgere su personalismi e semmai privilegiando il futuro dell’Ordine. Anche il risultato elettorale attuale è il frutto di un lavoro attento, condiviso ed autorevole sul territorio ed al fianco dei colleghi. Da circa 20 anni il gruppo che fa riferimento agli ingegneri Trovato, Barone, Mirenda, Rando e Lo Schiavo determina ad ogni mandato il presidente e si fa interprete delle istanze della categoria nel modo più ampio. Già nel quadriennio 2009 -2013 con la presidenza di Santi Trovato e su sollecitazione di alcune colleghe è stato istituito il Comitato per le pari opportunità, primo tra tutti gli Ordini della Sicilia. Allo stesso modo alle elezioni dello scorso anno il gruppo ha fatto eleggere 5 consigliere su 15 e quest’anno esprimerà la prima presidente donna, Marilena Maccora.
L’altissima percentuale di consensi alla lista “Rinnovamento nella continuità” registrata anche in questa tornata elettorale che per le prima volta si è tenuta on line è l’ulteriore dimostrazione della validità del lavoro svolto che viene riconosciuto indipendentemente dalle modalità di voto (in presenza o telematico).
“L’augurio che insieme a tutto il nostro gruppo rivolgo ai colleghi- conclude Santi Trovato- è che adesso vengano messe da parte logiche individualistiche che penalizzano l’intero consiglio dell’ordine e vanificano quell’importante lavoro di condivisione che invece ci attende”.










