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DL infrastrutture, Morfino (m5s): deriva di opacità e sprechi, Ponte Stretto è barzelletta da 14 miliardi

“Per il resto, il decreto è evanescente e pericoloso, in pieno stile Centrodestra. Non mancano assurdità giuridiche: i vertici di Anas e RFI diventano commissari di sé stessi”.

Roma, 6 mag.Il decreto “Commissari” incarna la normalizzazione dell’emergenza. E’ un inno all’opacità che trasforma lo strumento eccezionale del commissariamento in regola ordinaria per saltare controlli e responsabilità.

Il simbolo di questo fallimento eclatante è il Ponte sullo Stretto: una grande illusione, diventata ormai barzelletta, che costa agli italiani 14 miliardi di euro. Parliamo di un’opera bocciata dalla Corte dei Conti, contestata dall’Europa e gravata da decine di prescrizioni ambientali. È un gioco dell’oca pagato con i soldi pubblici: si torna sempre al via, mentre i costi lievitano e le infrastrutture reali del Paese restano al palo.

Per il resto, il decreto è evanescente e pericoloso, in pieno stile Centrodestra. Non mancano assurdità giuridiche: i vertici di Anas e RFI diventano commissari di sé stessi. In questo governo l’arbitro fischia, tira il rigore e si conferma il gol al VAR da solo. È un sistema che uccide la trasparenza e ignora i moniti dell’ANAC, preferendo moltiplicare le poltrone piuttosto che garantire l’efficienza.

Tra norme infilate all’ultimo minuto per favorire la sanità privata e commissari nominati con otto anni d’anticipo per gli Europei 2032, il provvedimento certifica solo l’incapacità di programmare. Non accettiamo un modello che corre alla cieca verso il caos: il Paese merita serietà, non commissari straordinari per coprire errori ordinari”.

Così la capogruppo M5s in comm. Ambiente e Infrastrutture alla Camera Daniela Morfino intervenendo in aula a Montecitorio.

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