Costituita a Lipari la sezione dell’Anpi Isole Eolie, intitolata ai partigiani fratelli Antonino e Fulvio Ferlazzo, nati a Canneto di Lipari rispettivamente nel 1926 e nel 1930 e combattenti nelle file dei partigiani emiliani.
C’è un filo rosso, invisibile ma indistruttibile, che lega le rocce vulcaniche delle Isole Eolie alle montagne dell’Appennino emiliano, dove si è combattuta la Resistenza. Quel filo oggi ha un nome ufficiale: a Lipari si è formalmente costituita la sezione Isole Eolie dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).
Una nascita che non è solo un atto burocratico, ma un evento dal profondo significato storico e simbolico. Per decenni, durante il ventennio fascista, le Eolie sono state una delle principali terre di confino politico d’Italia: isole-carcere destinate a soffocare le voci libere di intellettuali, antifascisti e dissidenti. Oggi, quegli stessi luoghi tornano a essere presidio attivo di libertà e democrazia.
La sezione si è dato il proprio direttivo, che al suo interno ha eletto presidente Alessio Pracanica e tesoriera Paola Costanzo; gli altri tre componenti eletti sono stati: Pino La Greca, Luis Mazza, Elio Ruberto. Contatti sono già in corso con i discendenti di Antonino e Fulvio Ferlazzo, partigiani eoliani.
Come dichiarato da Alessio Pracanica, “la nascita della sezione Eolie assume particolare significato simbolico, sia in relazione alle vicende dei confinati politici, sia anche alla tutela e al recupero della memoria storica delle nostre isole e di tutti quegli eoliani che hanno contribuito alla Resistenza partigiana. La sezione Eolie vuole contribuire allo scopo che, fin dalla sua nascita, viene perseguito dall’A.N.P.I.: difesa e realizzazione dei valori costituzionali e democratici, conservando la memoria di quella straordinaria stagione di conquista della libertà che ha nome di Resistenza”.
La prima iniziativa è stata già programmata: il 3 settembre la neonata sezione eoliana dell’Anpi presenterà l’ultimo libro di Carlo Spartaco Capogreco “I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia”, un richiamo netto e senza appello alle responsabilità dei fascisti italiani rispetto all’Olocausto degli Ebrei.










