La Commissione parlamentare antimafia della Sicilia ha lanciato un grave allarme sulla corruzione dilagante nell’amministrazione regionale, sottolineando come la Regione venga spesso “trattata come un bancomat”. La situazione è stata definita “allarmante” dal presidente della Commissione, Antonello Cracolici. L’allarme è stato formalizzato nella relazione annuale della Commissione presentata all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) a novembre 2025.
- Saltati i Sistemi di Vigilanza: Cracolici ha evidenziato che “in questa Regione sono saltati i sistemi di vigilanza”, creando un terreno fertile per fenomeni corruttivi. Connessione Mafia-Corruzione: È stato ribadito che senza la corruzione non esisterebbe la criminalità organizzata nella misura attuale, e la Sicilia merita istituzioni che valorizzino il merito e l’integrità morale per impedire compromessi. A seguito di recenti inchieste giudiziarie su presunti appalti truccati, la Commissione ha annunciato l’avvio di specifiche indagini interne. “Sistema Cuffaro”: Nelle discussioni e nelle indagini della Commissione, è stato menzionato il ritorno del cosiddetto “sistema Cuffaro”, con riferimento a presunte reti di potere e comitati d’affari che vedrebbero sia la politica che la sanità. I membri della Commissione hanno avvertito che la situazione mina la credibilità dell’intera Regione e che questa “tempesta” non può essere ignorata.
La Commissione ha sottolineato la necessità di una forte discontinuità e di un’azione decisa per ripristinare la legalità e la trasparenza.










