“Perché il sindaco metropolitano Basile non nomina ancora il vicesindaco a Palazzo dei Leoni e non assegna le deleghe ad alcuni consiglieri metropolitani?”
Il consigliere metropolitano di Fratelli d’Italia Libero Gioveni solleva una questione politica all’interno della Città Metropolitana, il cui Consiglio è stato eletto con le elezioni di secondo livello del 27 luglio scorso.
Sono trascorsi già più di 2 mesi dalle elezioni – evidenzia Gioveni – e nonostante la L.R. 4 agosto 2015 n. 15 e s.m.i. all’art. 12 commi 2 e 3 prevede questa possibilità, il sindaco Basile ancora tace!
Perché questo immobilismo? Perché persevera nell’accentrare tutto a sé con l’aggravante dei suoi molteplici impegni anche come sindaco del comune capoluogo?
Eppure di motivazioni per procedere in tal senso ne ha a iosa – insiste il consigliere – sia perché all’interno della sua maggioranza d’Aula vi sono autorevoli figure di esperienza istituzionale essendo presente qualche sindaco attuale e passato, sia perché la Città Metropolitana non viene governata come un Ente di così elevata complessità meriterebbe.
Basti pensare – prosegue l’esponente di FdI – che da quando ci siamo insediati, si è svolta solo una seduta in due mesi per il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio e per l’approvazione della convenzione col Comune di Messina finalizzata al ruolo del Segretario Generale in entrambi gli enti, mentre per i problemi legati, per esempio, alla viabilità provinciale, ai servizi sociali, alla carenza di personale, alla manutenzione delle strade, alla sicurezza del territorio o all’edilizia scolastica, non vi è traccia ancora di una seria programmazione o di una condivisione con l’organo consiliare.
Sono ben consapevole – conclude Gioveni – che la legge che regolamenta la gestione delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi è assolutamente zoppa e và urgentemente riformata, ma è altrettanto vero che, stante le numerose istanze provenienti dai 108 comuni dell’area vasta, il sindaco Basile non può continuare a fare spallucce avocando a sé poteri e competenze che peraltro, al momento, rimangono solo sulla carta vista la palese inerzia della sua azione amministrativa.










