A Messina risultano attualmente oltre 500 alloggi in affitto breve
pubblicati su piattaforme digitali come Airbnb. Di questi, solo circa 280 risultano regolarmente
registrati presso il Comune.
La differenza – oltre 240 strutture potenzialmente non dichiarate – genera:
• Evasione dell’imposta di soggiorno • Concorrenza sleale verso chi
opera correttamente • Mancato
gettito stimato in almeno 250.000 € l’anno
Risorse che potrebbero essere destinate a interventi reali sulla città:
• Riqualificazione del lungomare • Manutenzione delle spiagge •
Servizi ai turisti • Cultura e accoglienza urbana
“Non si tratta di tassare di più. Si tratta semplicemente di far
rispettare le stesse regole a tutti. Chi lavora in regola non può essere penalizzato da chi evade.”
In Sicilia il Codice Identificativo Regionale (CIR) è obbligatorio per
tutte le strutture ricettive e
locazioni brevi, e deve essere indicato in ogni annuncio. La mancata
esposizione del CIR comporta
sanzioni da 500 a 5.000 euro.
Si propone che il Comune di Messina avvii immediatamente:
1. Verifica degli annunci online attivi su Airbnb e piattaforme
simili. 2. Incrocio automatico con l’elenco delle strutture registrate. 3. Azioni coordinate tra Polizia
Municipale e Guardia di Finanza.
4. Campagna di regolarizzazione volontaria chiara e trasparente. 5.
Report pubblico trimestrale sul numero delle strutture in regola e sul gettito reale.
“Messina non ha bisogno di nuove tasse, ha bisogno di legalità, equità
e trasparenza. Rimettereordine nel settore degli affitti brevi è un atto di responsabilità
verso la città, il turismo e le imprese che rispettano le leggi”
Franco Tiano Operatore del settore turistico











