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Cronaca

Ennesima aggressione ai danni di un autista dell’Atm, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di quattro ore . Interventi di Gioveni e Oteri

La protesta è scattata dopo i gravi fatti avvenuti a bordo dello shuttle diretto a sud

In seguito all’ennesima violenta aggressione ai danni di un autista dell’ATM di Messina, i sindacati di categoria hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per martedì 10 novembre 2026, dalle ore 16:00 alle ore 20:00.
La protesta è scattata dopo i gravi fatti avvenuti a bordo dello shuttle diretto a sud all’altezza del bivio di Galati, dove un conducente è stato colpito con un pugno alla gola nel tentativo di sedare una lite tra passeggeri ed è finito al Policlinico.
Intervento di Libero Gioveni
L’ennesima aggressione ai danni di un autista di ATM, verificatasi ieri a Messina, ripropone con drammatica attualità il problema della sicurezza del personale viaggiante del trasporto pubblico locale.
Non è più possibile considerare questi episodi come fatti isolati o semplici inconvenienti legati all’esercizio del servizio. Chi ogni giorno svolge il proprio lavoro alla guida di un autobus, garantendo un servizio essenziale alla collettività, deve poterlo fare in condizioni di sicurezza e senza essere esposto al rischio di aggressioni fisiche.
«Esprimo innanzitutto la mia piena solidarietà al lavoratore coinvolto nell’ultimo episodio – dichiara Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale – ma ritengo che sia arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni di solidarietà e dagli annunci a un piano concreto di prevenzione e tutela degli autisti ATM».
Il problema, peraltro, non è nuovo. Negli ultimi anni si sono susseguiti episodi di violenza e richieste di intervento da parte delle organizzazioni sindacali, mentre anche a livello nazionale sono stati individuati strumenti e protocolli per rafforzare la sicurezza nel trasporto pubblico.
«Occorre capire innanzitutto quali misure siano state realmente attuate a Messina e quali, invece, siano rimaste soltanto sulla carta. Non possiamo aspettare che si verifichino episodi ancora più gravi prima di intervenire».
A tal proposito, Gioveni individua alcune possibili soluzioni da sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione comunale e dei vertici di ATM:
1) Cabine di guida protette, attraverso l’installazione progressiva di separazioni antintrusione per impedire il contatto fisico diretto fra passeggeri e conducenti.
2) Potenziamento dei sistemi di allarme SOS, con dispositivi direttamente accessibili agli autisti e collegati alla centrale operativa ATM e, attraverso procedure concordate, alle Forze dell’Ordine.
3) Servizio periodico di vigilanza privata, con personale qualificato a bordo degli autobus o presso i capolinea e le fermate maggiormente a rischio, attraverso turnazioni mirate e controlli nelle fasce orarie più critiche.
4) Maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, attraverso un coordinamento con la Prefettura e la Questura per predisporre servizi di controllo sulle linee e nei territori maggiormente esposti.
5) Protocollo operativo permanente, che coinvolga ATM, Prefettura, Questura e organizzazioni sindacali, definendo procedure chiare e tempestive per la gestione delle situazioni di emergenza.
6) Assistenza legale e psicologica gratuita per i dipendenti vittime di aggressioni, garantendo loro il necessario supporto da parte dell’azienda.
7) Monitoraggio costante degli episodi di violenza, attraverso un osservatorio aziendale che registri aggressioni, minacce e situazioni di pericolo, individuando le linee e le fasce orarie maggiormente esposte.
«In particolare – prosegue Gioveni – ritengo che l’ipotesi di un servizio periodico di vigilanza privata meriti un approfondimento immediato. Non si tratterebbe di sostituire le Forze dell’Ordine, che mantengono naturalmente le proprie prerogative, ma di affiancare all’attività di prevenzione uno strumento concreto di deterrenza e protezione, soprattutto sulle tratte più problematiche».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiederà pertanto al sindaco e ai vertici di ATM di riferire in Consiglio comunale sulle iniziative già intraprese, sui risultati conseguiti e soprattutto sugli ulteriori provvedimenti che si intendono adottare, valutando anche la sostenibilità economica di un piano straordinario di sicurezza.
«Gli autisti non possono essere lasciati soli ad affrontare situazioni di violenza mentre svolgono il proprio lavoro. La sicurezza di chi garantisce quotidianamente la mobilità dei messinesi deve diventare una priorità concreta dell’Amministrazione e di ATM. Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo l’ennesima aggressione: bisogna prevenire, proteggere e garantire a questi lavoratori il diritto di tornare a casa sani e salvi dopo ogni turno». 
Intervento di Cosimo Oteri

«Quattro post Facebook del sindaco testimoniano altrettanti episodi. Gli autisti ATM hanno bisogno di sicurezza, non soltanto di solidarietà sui social».

L’ennesima aggressione ai danni di un conducente ATM, colpito con un pugno alla gola mentre cercava di riportare la calma a bordo dello shuttle, è un fatto gravissimo. Esprimo piena solidarietà al lavoratore aggredito e a tutti gli operatori ATM che quotidianamente svolgono il proprio servizio.

Ma è arrivato il momento di chiedere conto all’Amministrazione comunale e al sindaco Federico Basile delle misure concretamente adottate per tutelare questi lavoratori.

Non si tratta di un episodio isolato: quattro aggressioni in quattro mesi, documentate da altrettanti post pubblicati dal sindaco sulla propria pagina Facebook, che allego a questa nota stampa.

Quattro occasioni per esprimere solidarietà, ma quali interventi concreti per impedire che accada ancora?

L’Amministrazione è particolarmente attiva nell’annunciare progetti e iniziative, come «MezziPerTuttə», realizzato in collaborazione con l’associazione Road to 50%, per la sensibilizzazione contro molestie e discriminazioni sui mezzi pubblici. Iniziative certamente apprezzabili, ma la formazione e la sensibilizzazione non possono sostituire le misure necessarie a proteggere fisicamente gli autisti dalle aggressioni.

La sicurezza non si garantisce con i post su Facebook e non si risolve con gli annunci: servono prevenzione, controlli e interventi concreti.

Come capogruppo della Lega al Consiglio comunale, chiederò all’Amministrazione e ai vertici ATM di riferire sulle misure di sicurezza adottate, sui sistemi di allarme e sulle procedure di emergenza, sollecitando anche un tavolo urgente con i sindacati, la Prefettura e le Forze dell’ordine.

Dopo quattro aggressioni non serve un quinto post di solidarietà. Serve finalmente un piano di sicurezza per chi ogni giorno lavora al servizio dei cittadini.

Amministrare significa prevenire e risolvere i problemi, non limitarsi a commentarli sui social.

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