Navigare tra le acque dello Stretto di Messina non come semplice traversata, ma come aula e laboratorio dinamico per riflettere sul futuro delle città, sui margini urbanistici e sulla rigenerazione sociale. È stato un successo straordinario quello registrato a bordo della Nave Elio, dove quasi 100 architetti e professionisti del settore si sono dati appuntamento per un evento di altissimo profilo culturale e professionale, in un contesto suggestivo e decisamente inusuale per il mondo della progettazione. L’evento a bordo della nave, unitamente alla mostra espositiva, che sarà visitabile fino al 18 ottobre nella chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina, è stato organizzato, nell’ambito di ExpoArte dei Due Mari, dall’Ordine degli Architetti di Messina. Un’articolata macchina organizzativa guidata dal curatore e coordinatore scientifico arch. Michele Palamara, affiancato dal supporto operativo e strategico del consigliere arch. Francesco Walter Pidalà, entrambi componenti del comitato scientifico, insieme alla prof.ssa arch. Guendalina Salimei, all’arch. Anna Carulli, presidente della Fondazione, all’arch. Giovanni Lazzari, presidente dell’Ordine degli Architetti, a Gianfranco Pistorio, presidente della Biennale di Messina – ExpoArte dei Due Mari e agli architetti Claudio Lucchesi e Pino Falzea. Cuore pulsante e motore concettuale della manifestazione è stata la presentazione degli esiti della Call nazionale “Oltre il fronte 2026”, un’iniziativa di grande visione ideata e promossa dalla sezione Architettura di ExpoArte dei Due Mari con la curatela dell’arch. Michele Palamara. Nata per stimolare proposte visionarie sui temi dell’Agenda Urbana – rigenerazione sostenibile, consumo di suolo zero, riforestazione urbana e inclusione sociale – la Call ha sfidato i progettisti a interpretare il “fronte” non solo come linea di costa, ma come qualsiasi limite da trasformare in membrana permeabile per restituire qualità allo spazio pubblico. La risposta della comunità professionale e accademica ha superato ogni aspettativa, con ben 62 proposte progettuali giunte da tutta Italia articolate nelle tre sezioni d’indagine del bando: la grande scala della Rigenerazione Urbana e dei Masterplan, la media scala delle Piazzette della Comunità intese come presidi sociali, e la micro-scala degli Elementi Effimeri e delle micro-azioni. Tra le 62 proposte pervenute, la commissione – presieduta dalla prof.ssa Guendalina Salimei insieme agli architetti Pino Falzea e Claudio Lucchesi – ne ha selezionate 21. Le complesse motivazioni e i criteri concettuali che hanno guidato la giuria nella scelta delle opere sono stati illustrati nel dettaglio dall’arch. Pino Falzea, componente della giuria, che ha evidenziato l’elevata qualità scientifica dei progetti e la loro aderenza alle sfide urbane contemporanee. A coronare la giornata è stata la Lectio Magistralis della prof.ssa Guendalina Salimei “Forme della permanenza. Architettura, trasformazione e interpretazione dell’esistente”, un’intensa riflessione sul valore civile, etico e sociale del progetto, invitando a interrogarsi su come l’architettura debba dialogare con la memoria e le fragilità dei territori per costruire trasformazioni capaci di durare nel tempo. Salimei, figura di primissimo piano nel panorama dell’architettura italiana e internazionale, è docente universitaria, fondatrice dello studio Tstudio e curatrice del Padiglione Italia alla 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025. Protagonista e voce chiave nel dibattito sulla rigenerazione urbana e sul recupero dei tessuti complessi – celebre per progetti emblematici come la Crypta Balbi a Roma, il Museo Egizio a Torino, i waterfront di Napoli, Bari e Taranto, fino al noto “Chilometro Verde” di Corviale – l’architetto Salimei lega profondamente la sua ricerca anche al territorio messinese, avendo guidato insieme a Tstudio il raggruppamento di progettazione (di cui fa parte anche lo studio UFO) vincitore del concorso per la “Riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale dell’area demaniale marittima tra i torrenti Boccetta e Annunziata”. Ad intervenire il presidente della Biennale d’Arte di Messina, Gianfranco Pistorio – ideatore, promotore e vero cuore pulsante dell’intero progetto Expo – e le principali istituzioni partner, tra cui Caronte&Tourist con Piera Calderone, Diversity & Disability manager, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto con il presidente Francesco Rizzo e il Museo Regionale Accascina con l’arch. Daniele Guarnera. Navigare tra le acque dello Stretto di Messina non come semplice traversata, ma come aula e laboratorio dinamico per riflettere sul futuro delle città, sui margini urbanistici e sulla rigenerazione sociale. È stato un successo straordinario quello registrato a bordo della Nave Elio, dove quasi 100 architetti e professionisti del settore si sono dati appuntamento per un evento di altissimo profilo culturale e professionale, in un contesto suggestivo e decisamente inusuale per il mondo della progettazione. L’evento a bordo della nave, unitamente alla mostra espositiva, che sarà visitabile fino al 18 ottobre nella chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina, è stato organizzato, nell’ambito di ExpoArte dei Due Mari, dall’Ordine degli Architetti di Messina. Un’articolata macchina organizzativa guidata dal curatore e coordinatore scientifico arch. Michele Palamara, affiancato dal supporto operativo e strategico del consigliere arch. Francesco Walter Pidalà, entrambi componenti del comitato scientifico, insieme alla prof.ssa arch. Guendalina Salimei, all’arch. Anna Carulli, presidente della Fondazione, all’arch. Giovanni Lazzari, presidente dell’Ordine degli Architetti, a Gianfranco Pistorio, presidente della Biennale di Messina – ExpoArte dei Due Mari e agli architetti Claudio Lucchesi e Pino Falzea. Cuore pulsante e motore concettuale della manifestazione è stata la presentazione degli esiti della Call nazionale “Oltre il fronte 2026”, un’iniziativa di grande visione ideata e promossa dalla sezione Architettura di ExpoArte dei Due Mari con la curatela dell’arch. Michele Palamara. Nata per stimolare proposte visionarie sui temi dell’Agenda Urbana – rigenerazione sostenibile, consumo di suolo zero, riforestazione urbana e inclusione sociale – la Call ha sfidato i progettisti a interpretare il “fronte” non solo come linea di costa, ma come qualsiasi limite da trasformare in membrana permeabile per restituire qualità allo spazio pubblico. La risposta della comunità professionale e accademica ha superato ogni aspettativa, con ben 62 proposte progettuali giunte da tutta Italia articolate nelle tre sezioni d’indagine del bando: la grande scala della Rigenerazione Urbana e dei Masterplan, la media scala delle Piazzette della Comunità intese come presidi sociali, e la micro-scala degli Elementi Effimeri e delle micro-azioni. Tra le 62 proposte pervenute, la commissione – presieduta dalla prof.ssa Guendalina Salimei insieme agli architetti Pino Falzea e Claudio Lucchesi – ne ha selezionate 21. Le complesse motivazioni e i criteri concettuali che hanno guidato la giuria nella scelta delle opere sono stati illustrati nel dettaglio dall’arch. Pino Falzea, componente della giuria, che ha evidenziato l’elevata qualità scientifica dei progetti e la loro aderenza alle sfide urbane contemporanee. A coronare la giornata è stata la Lectio Magistralis della prof.ssa Guendalina Salimei “Forme della permanenza. Architettura, trasformazione e interpretazione dell’esistente”, un’intensa riflessione sul valore civile, etico e sociale del progetto, invitando a interrogarsi su come l’architettura debba dialogare con la memoria e le fragilità dei territori per costruire trasformazioni capaci di durare nel tempo. Salimei, figura di primissimo piano nel panorama dell’architettura italiana e internazionale, è docente universitaria, fondatrice dello studio Tstudio e curatrice del Padiglione Italia alla 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025. Protagonista e voce chiave nel dibattito sulla rigenerazione urbana e sul recupero dei tessuti complessi – celebre per progetti emblematici come la Crypta Balbi a Roma, il Museo Egizio a Torino, i waterfront di Napoli, Bari e Taranto, fino al noto “Chilometro Verde” di Corviale – l’architetto Salimei lega profondamente la sua ricerca anche al territorio messinese, avendo guidato insieme a Tstudio il raggruppamento di progettazione (di cui fa parte anche lo studio UFO) vincitore del concorso per la “Riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale dell’area demaniale marittima tra i torrenti Boccetta e Annunziata”. Ad intervenire il presidente della Biennale d’Arte di Messina, Gianfranco Pistorio – ideatore, promotore e vero cuore pulsante dell’intero progetto Expo – e le principali istituzioni partner, tra cui Caronte&Tourist con Piera Calderone, Diversity & Disability manager, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto con il presidente Francesco Rizzo e il Museo Regionale Accascina con l’arch. Daniele Guarnera. Navigare tra le acque dello Stretto di Messina non come semplice traversata, ma come aula e laboratorio dinamico per riflettere sul futuro delle città, sui margini urbanistici e sulla rigenerazione sociale. È stato un successo straordinario quello registrato a bordo della Nave Elio, dove quasi 100 architetti e professionisti del settore si sono dati appuntamento per un evento di altissimo profilo culturale e professionale, in un contesto suggestivo e decisamente inusuale per il mondo della progettazione. L’evento a bordo della nave, unitamente alla mostra espositiva, che sarà visitabile fino al 18 ottobre nella chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina, è stato organizzato, nell’ambito di ExpoArte dei Due Mari, dall’Ordine degli Architetti di Messina. Un’articolata macchina organizzativa guidata dal curatore e coordinatore scientifico arch. Michele Palamara, affiancato dal supporto operativo e strategico del consigliere arch. Francesco Walter Pidalà, entrambi componenti del comitato scientifico, insieme alla prof.ssa arch. Guendalina Salimei, all’arch. Anna Carulli, presidente della Fondazione, all’arch. Giovanni Lazzari, presidente dell’Ordine degli Architetti, a Gianfranco Pistorio, presidente della Biennale di Messina – ExpoArte dei Due Mari e agli architetti Claudio Lucchesi e Pino Falzea. Cuore pulsante e motore concettuale della manifestazione è stata la presentazione degli esiti della Call nazionale “Oltre il fronte 2026”, un’iniziativa di grande visione ideata e promossa dalla sezione Architettura di ExpoArte dei Due Mari con la curatela dell’arch. Michele Palamara. Nata per stimolare proposte visionarie sui temi dell’Agenda Urbana – rigenerazione sostenibile, consumo di suolo zero, riforestazione urbana e inclusione sociale – la Call ha sfidato i progettisti a interpretare il “fronte” non solo come linea di costa, ma come qualsiasi limite da trasformare in membrana permeabile per restituire qualità allo spazio pubblico. La risposta della comunità professionale e accademica ha superato ogni aspettativa, con ben 62 proposte progettuali giunte da tutta Italia articolate nelle tre sezioni d’indagine del bando: la grande scala della Rigenerazione Urbana e dei Masterplan, la media scala delle Piazzette della Comunità intese come presidi sociali, e la micro-scala degli Elementi Effimeri e delle micro-azioni. Tra le 62 proposte pervenute, la commissione – presieduta dalla prof.ssa Guendalina Salimei insieme agli architetti Pino Falzea e Claudio Lucchesi – ne ha selezionate 21. Le complesse motivazioni e i criteri concettuali che hanno guidato la giuria nella scelta delle opere sono stati illustrati nel dettaglio dall’arch. Pino Falzea, componente della giuria, che ha evidenziato l’elevata qualità scientifica dei progetti e la loro aderenza alle sfide urbane contemporanee. A coronare la giornata è stata la Lectio Magistralis della prof.ssa Guendalina Salimei “Forme della permanenza. Architettura, trasformazione e interpretazione dell’esistente”, un’intensa riflessione sul valore civile, etico e sociale del progetto, invitando a interrogarsi su come l’architettura debba dialogare con la memoria e le fragilità dei territori per costruire trasformazioni capaci di durare nel tempo. Salimei, figura di primissimo piano nel panorama dell’architettura italiana e internazionale, è docente universitaria, fondatrice dello studio Tstudio e curatrice del Padiglione Italia alla 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025. Protagonista e voce chiave nel dibattito sulla rigenerazione urbana e sul recupero dei tessuti complessi – celebre per progetti emblematici come la Crypta Balbi a Roma, il Museo Egizio a Torino, i waterfront di Napoli, Bari e Taranto, fino al noto “Chilometro Verde” di Corviale – l’architetto Salimei lega profondamente la sua ricerca anche al territorio messinese, avendo guidato insieme a Tstudio il raggruppamento di progettazione (di cui fa parte anche lo studio UFO) vincitore del concorso per la “Riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale dell’area demaniale marittima tra i torrenti Boccetta e Annunziata”. Ad intervenire il presidente della Biennale d’Arte di Messina, Gianfranco Pistorio – ideatore, promotore e vero cuore pulsante dell’intero progetto Expo – e le principali istituzioni partner, tra cui Caronte&Tourist con Piera Calderone, Diversity & Disability manager, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto con il presidente Francesco Rizzo e il Museo Regionale Accascina con l’arch. Daniele Guarnera.










