Uno Stretto che sulla carta divide, ma che l’arte prova a trasformare in uno spazio comune. È questa l’idea al centro dell’ExpoArte dei Due Mari 2026, inaugurata questa sera nella Cripta del Duomo di Messina.
Una manifestazione di ampio respiro che coinvolge 110 artisti, 62 architetti, 50 associazioni e circa 100 attori, chiamati a dare vita a un percorso che attraversa due città e mette in dialogo sensibilità differenti.
Dodici sedi, due città e un mese di appuntamenti tra mostre, fotografia, scultura, installazioni, musica, teatro e scienza. A tenere insieme un programma particolarmente articolato è una parola: “Connessioni”.
Connessioni tra Messina e Reggio Calabria, ma anche tra arte e scienza, passato e contemporaneità, patrimonio e nuove forme espressive. Una parola connessioni che, nelle intenzioni dei promotori, diventa anche un invito a guardare i luoghi della città con occhi diversi.
A condurre la serata inaugurale è stata la giornalista Letizia Lucca, madrina dell’evento, che ha moderato gli interventi e introdotto i protagonisti della manifestazione.
«La cultura può diventare un motore per la città»
Il primo intervento è stato quello dell’assessore alla Cultura del Comune di Messina, Enzo Caruso, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di mettere insieme competenze e linguaggi differenti.
Nel suo intervento ha richiamato la necessità di continuare a investire sulla cultura e sulla valorizzazione del patrimonio cittadino, sottolineando come arte, architettura, ingegneria, scienza, cinema e teatro possano dialogare e contribuire a far conoscere luoghi e bellezze di Messina anche a chi vive quotidianamente la città.
Un lavoro che, nella visione dell’assessore, può contribuire a rafforzare l’attrattività culturale e turistica del territorio e a creare nuove occasioni di crescita.
Pistorio: «Le connessioni sono il cuore del progetto»
A spiegare la genesi della manifestazione è stato quindi il presidente della Biennale d’Arte di Messina, Gianfranco Pistorio, promotore dell’ExpoArte insieme alla vicepresidente Stefania Arcidiacono.
Il tema scelto, ha spiegato Pistorio, non riguarda soltanto il rapporto tra le due città dello Stretto. La connessione attraversa gli spazi, le opere, gli artisti e il pubblico, ma riguarda anche una dimensione più profonda, quella del rapporto tra l’essere umano, il territorio e i luoghi che lo circondano.
Da qui la scelta di distribuire le esposizioni in diversi siti: luoghi apparentemente separati che, attraverso l’arte, entrano a far parte di un unico percorso.
E proprio questo è uno degli aspetti più interessanti dell’ExpoArte: le opere non vengono semplicemente collocate dentro gli spazi, ma dialogano con essi.
La presenza di artisti differenti ha inoltre prodotto interpretazioni molto diverse dello stesso tema. Ognuno ha letto le “Connessioni” attraverso la propria sensibilità, il proprio linguaggio e la propria esperienza.
Arcidiacono: «Un progetto per la città»
Per Stefania Arcidiacono, vicepresidente della Biennale d’Arte di Messina, il percorso rappresenta anche il risultato di un lavoro costruito nel tempo e dalla collaborazione di numerose realtà.
Nel suo intervento ha ricordato il valore della partecipazione e della rete di persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, sottolineando come un progetto culturale di questa portata possa rappresentare un’occasione di crescita per la città.
Un ringraziamento che ha coinvolto organizzatori, collaboratori, istituzioni e associazioni, tutti chiamati a contribuire alla costruzione di una manifestazione che punta a lasciare una traccia anche oltre la durata delle singole mostre.
Chillè: l’arte come punto d’incontro
A chiudere gli interventi è stato lo storico dell’arte Giampaolo Chillè, componente del comitato scientifico, presente alla serata insieme a Giovanna Famà.
Nel suo intervento ha richiamato proprio la complessità del concetto di connessione, legandolo al rapporto con il presente, con la storia, con la città e con gli spazi.
Una riflessione che si ritrova anche nella struttura della manifestazione: tante mostre, linguaggi differenti e luoghi diversi, ma un unico percorso nel quale le singole esperienze finiscono per incontrarsi.
Una città trasformata in percorso espositivo
Dopo la cerimonia inaugurale, la serata è entrata nel vivo.
A Palazzo Zanca, alle 19.30, ha aperto “Connessioni | Sguardi”, mostra fotografica nella quale una pluralità di autori racconta paesaggio, territorio, memoria, ambiente e quotidianità.
Le fotografie, tutte presentate nello stesso formato, costruiscono un racconto corale nel quale ogni autore mantiene il proprio punto di vista, ma contribuisce allo stesso tempo a un’immagine complessiva.
Alle 20, al Palacultura Antonello, spazio alla musica con “Corde per la Pace”, concerto curato da Ars Nova Messina con un ensemble giovanile di chitarre diretto dal maestro Alessandro Monteleone.
A Palazzo Zanca è inoltre possibile visitare l’esposizione curata dal Vespa Club Messina.
Alle 20.30 il percorso si è spostato a Palazzo dei Leoni, per l’inaugurazione di “Connessioni | Linguaggi”.
Qui la fotografia viene esplorata nella sua dimensione più autoriale e materica: stampe fine art, cianotipia, pellicola e digitale, bianco e nero e colore si incontrano in un’esposizione nella quale anche la tecnica diventa parte integrante dell’opera.
Al Monte di Pietà l’arte incontra il teatro
Ultima tappa della prima giornata al Monte di Pietà, con la mostra dedicata a pittura, scultura e installazioni.
A seguire, il pubblico ha assistito a “Anime al Sud”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Carla Luvarà, sul palco insieme ad Alessandro Acciaro, protagonista di The Voice Senior 2025.
Le voci sono state accompagnate dalle chitarre di Acciaro e Tano Foti, con la partecipazione straordinaria dell’attore Gianni Di Giacomo.
Un finale affidato alla musica e al teatro, dopo una serata costruita attraverso immagini, arti visive e riflessioni sul significato della cultura.
Domenica l’oceano entra al Palacultura
Il programma riparte domani.
Alle 17.30 sarà il Tempio di Cristo Re a ospitare l’inaugurazione di una nuova mostra di pittura, scultura e installazioni.
Alle 18.30, invece, il Palacultura Antonello diventerà il centro di un viaggio completamente diverso con “AQUAE – Il futuro è nell’oceano”, mostra interattiva curata dal Cnr.
Tre le sezioni del percorso: “I segreti del mare”, “L’impatto umano” e “Innovazione e ricerca scientifica”.
Esperimenti dal vivo, strumentazioni, modelli e videoinstallazioni accompagneranno i visitatori alla scoperta degli oceani e delle sfide legate al loro futuro.
Accanto ad “AQUAE” saranno visitabili anche “Obiettivo Scienza”, mostra fotografica e divulgativa del Cnr, la Wunderkammer “Francesco Costa”, curata da BCsicilia, e “Tecnologie per il mare”, con apparecchiature scientifiche delle sedi Cnr-Irbim di Messina e Capo Granitola.
Dalle icone greche all’intelligenza artificiale
Il 28 settembre, alla Chiesa dei Catalani, sarà inaugurata “La luce che non tramonta”, mostra di icone greche curata da Daniele Macris, presidente della Comunità Ellenica dello Stretto.
Alle 18.30 seguirà il concerto dell’Ensemble Alétheia, a cura di Ars Nova Messina, con Tiziana Filiti, Alessandro Monteleone, Raimondo Broccio e Alessandro Previti.
Il 2 ottobre, nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, sarà invece inaugurata “Senza Testimone”, a cura di Collettivo 4.
A seguire il convegno “Verificare lo sguardo: Arte, scienza e intelligenza artificiale”, mentre alle 19 si parlerà di neuroscienze e musicoterapia nell’incontro promosso dall’associazione AMMI, presieduta da Francesca De Domenico.
Interverranno Marinella Ruggeri e Nicolò Schepis, con un intervento musicale della violinista Luisa Grasso.
Dal 3 ottobre il viaggio continua a Reggio Calabria
Il passaggio più significativo dell’ExpoArte arriverà però nelle prossime settimane.
Dal 3 al 18 ottobre la manifestazione attraverserà lo Stretto e approderà a Reggio Calabria, completando il percorso delle dodici sedi previste.
Ed è forse proprio qui che il tema delle “Connessioni” trova la sua interpretazione più concreta: due città che la geografia separa, ma che la storia, la cultura e il quotidiano hanno da sempre messo in relazione.
L’ExpoArte dei Due Mari resterà a Messina fino al 25 ottobre.
Un mese per attraversare mostre e luoghi, ascoltare musica, incontrare artisti e confrontarsi con la scienza. Ma soprattutto per guardare lo Stretto da una prospettiva diversa: non soltanto come qualcosa che separa due sponde, ma come uno spazio nel quale le culture possono incontrarsi.










