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Turismo,CGIL e UIL: Patto d’Area zona ionica, «Un testo debole e non condiviso. Serve un vero confronto per tutelare il lavoro»

Proprio per l’importanza di questi temi e per le ricadute che essi determinano sull’intero sistema turistico, riteniamo indispensabile che vengano affrontati attraverso un percorso condiviso tra tutti gli attori coinvolti


CGIL , UIL , Filcams CGIL e Uiltucs : «La mancata firma è la risposta a un metodo sbagliato. Destagionalizzazione, contratti di qualità, contrasto al dumping e sicurezza devono tradursi in impegni concreti, verificabili ed esigibili» .
«La mancata firma del Patto d’Area della zona ionica da parte di Filcams CGIL e Uiltucs rappresenta una chiara risposta a un metodo profondamente sbagliato, che finisce per mortificare il ruolo del mondo del lavoro e delle Organizzazioni Sindacali» .
Lo dichiarano Pietro Patti e Ivan Tripodi , segretari generali di CGIL e UIL Messina , Giselda Campolo , segretaria generale Filcams CGIL Messina , e Francesco Rubino , segretario regionale Uiltucs Sicilia – sede di Messina .
«Le nostre organizzazioni – proseguono – hanno sempre perseguito obiettivi chiari: la destagionalizzazione dei rapporti di lavoro, l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali confederali per contrastare il lavoro povero, l’abbattimento del dumping contrattuale e una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro.
Proprio per l’importanza di questi temi e per le ricadute che essi determinano sull’intero sistema turistico, riteniamo indispensabile che vengano affrontati attraverso un percorso condiviso tra tutti gli attori coinvolti: organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti locali e organi ispettivi. Un vero Patto d’Area deve essere reale, concreto ed esigibile, frutto di una sintesi condivisa e costruito riconoscendo pari dignità e piena capacità negoziale a tutti i soggetti coinvolti.
Non si può affrontare una questione così importante per il mondo del lavoro limitandosi a trasmettere un testo già definito, sostanzialmente sottoposto alla firma secondo una logica del “prendere o lasciare”, senza una preventiva e reale possibilità di confronto e senza consentire ai potenziali sottoscrittori di avanzare proposte, modifiche e miglioramenti. Il particolare momento economico e sociale avrebbe richiesto, invece, la capacità di trasformare principi anche condivisibili in diritti esigibili, regole chiare, obiettivi misurabili e impegni verificabili. Questo, purtroppo, non è avvenuto.
Per queste ragioni – aggiungono Patti , Tripodi , Campolo e Rubino – appare ancora più difficile comprendere la fuga in avanti di chi ha scelto di sottoscrivere un accordo che nasce senza una reale condivisione e che rischia, proprio per questo, di essere un Patto d’Area monco e debole» .
CGIL e UIL sottolineano, inoltre, come l’impostazione dell’accordo non sia stata condivisa neanche dalle associazioni degli albergatori di Taormina e Giardini Naxos , che rappresentano una parte fondamentale delle imprese direttamente coinvolte nell’occupazione del settore.
«Il Patto d’Area così costituito, peraltro con un testo che riporta una datazione risalente al 2024, non presenta, a nostro giudizio, elementi realmente migliorativi per le lavoratrici e i lavoratori e contiene numerose criticità. Non bastano dichiarazioni di principio o buoni intenti se questi non vengono accompagnati da strumenti capaci di produrre effetti concreti.
Un esempio significativo riguarda l’enorme aumento dei costi degli abbonamenti per i parcheggi deciso a Taormina. Su questo tema non abbiamo registrato la necessaria attenzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno raggiungono la città per prestare la propria attività e che si trovano a subire direttamente il peso di queste scelte. Un vero Patto d’Area dovrebbe occuparsi anche di questi problemi concreti, intervenendo sulle condizioni materiali di chi lavora e contribuendo a rendere realmente sostenibile il sistema turistico del territorio.
Allo allo stesso modo, la destagionalizzazione non può rimanere una semplice dichiarazione di principio, ma deve essere tradotta in obiettivi misurabili: aumento delle giornate effettivamente lavorate, crescita della durata media dei contratti, incremento delle trasformazioni a tempo indeterminato, riduzione del part-time involontario e aumento dell’occupazione nei mesi di bassa stagione. Sono questi gli indicatori attraverso i quali sarà possibile verificare se la destagionalizzazione produce realmente più lavoro, maggiore stabilità occupazionale e migliori condizioni per le lavoratrici e i lavoratori» .
«CGIL e UIL – concludono Pietro Patti , Ivan Tripodi , Giselda Campolo e Francesco Rubino – sono disponibili fin da subito a costruire uno strumento realmente utile per Taormina e per l’intera zona ionica, purché sia uno strumento concreto, condiviso ed esigibile per i lavoratori. Questa prospettiva può nascere soltanto da un confronto limpido, vero e rispettoso della normale dialettica sindacale, nel quale tutti i soggetti possano svolgere pienamente il proprio ruolo negoziale, senza testi precostituiti e senza diktat o insolenza. Il territorio non ha bisogno di accordi di facciata, ma di un Patto d’Area capace di produrre buona occupazione, lavoro stabile, salari dignitosi, sicurezza e sviluppo sostenibile»

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Messina , 22 settembre 2026
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