Luglio si è dimostrato il solo mese secco, anche se con qualche millimetro di pioggia in più rispetto agli anni scorsi, ma i disagi per la popolazione del Messinese sono gli stessi di ogni anno. E questo torrido agosto li ha peraltro acuiti.
Tali disagi, come noto, hanno messo in ginocchio molte parti della nostra provincia, da Messina città, in particolare la zona nord dove i cittadini di Spartà stanno attuando una raccolta firme a riguardo, alla zona tirrenica ove, ad es., un guasto “misterioso” a Patti ha colpito la cittadina e il disservizio è stato comunicato solo a problema risolto con l’attivazione di un servizio di autobotte. Per quel che concerne la zona Jonica, per la quale, chi scrive è referente locale di Azione, nel comune di Gaggi i cittadini del Borgo di Cavallaro combattono quasi ogni giorno con il problema, a volte senza acqua per l’intero giorno, mentre in altre zone del paese il problema si ripresenta quasi tutti i pomeriggi non considerando i guasti che annualmente si presentano nel periodo estivo a causa dei danni degli impianti di Sicilacque, “impresa pubblica” controllata da Italgas s.p.a. e partecipata al 25% dalla Regione Siciliana. Ma quello che lamentano maggiormente i cittadini, lasciati senz’acqua anche a Ferragosto e oramai rassegnati alla situazione, è la scarsa comunicazione degli organi istituzionali e comunali, forse troppo impegnati ad organizzare i giochi d’acqua e lo schiuma party.
E, quanto sopra, solo per citare taluni esempi di criticità pressoché diffuse in quasi tutta la provincia. 

Più in generale , per la Sicilia, come abbiamo già notato quest’anno, il clima è stato particolarmente piovoso, in particolare gennaio e febbraio, ma la risorsa idrica è stata e continua ad essere sprecata tra la gestione regionale e la moltitudine di enti che frammentano il territorio. Malgrado i fondi del PNRR e i vari fondi Europei per l’agricoltura e le infrastrutture: regione, città metropolitane, comuni e consorzi di bonifica non hanno progettato spese strutturali e strutturate per l’ampliamento o il miglioramento degli invasi e, soprattutto, per la manutenzione della rete di trasporto che risulta essere un “colabrodo” ove si perde la maggior parte dell’acqua. La stessa Corte dei conti dichiara: «La crisi idrica non può essere ricondotta esclusivamente agli effetti dei cambiamenti climatici. Appare riconducibile soprattutto a carenze amministrative, gestionali e infrastrutturali».
Come gruppo di lavoro nazionale “Acqua e rischio idrogeologico” di Azione abbiamo lavorato sulla proposta “Riorganizzare il sistema idrico” dove analizziamo le problematiche e le criticità del nostro sistema idrico, considerando anche la gestione e il governo frammentario, e proponiamo soluzioni, raggruppate in due macro-gruppi, per risolvere il servizio scadente che cittadini e imprese devono affrontare ogni anno. Non è solo una questione di disservizi per i cittadini, specialmente anziani e bambini, ma è una ulteriore incertezza che le aziende del nostro territorio devono affrontare singolarmente in mancanza delle istituzioni.
da Domenico Giuseppe SPANÒ – referente Azione Messina per “Politiche Agricole e Ambientali”










