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Lo Giudice: “il PD di Messina si liberi dalla sindrome di Cateno De Luca. I messinesi hanno già risposto nelle urne”

Il problema è che quel rapporto politico con la città è stato costruito sul campo e sottoposto più volte al giudizio degli elettori

 

Il Partito Democratico di Messina non ha neanche il pudore di tacere. Dopo otto anni trascorsi a raccontare una città sull’orlo del baratro, dovrebbe quantomeno interrogarsi sul perché, puntualmente, siano proprio i messinesi a smentire questa narrazione nelle urne.

Nonostante i risultati elettorali del PD a Messina abbiano toccato livelli minimi e nonostante i cittadini continuino a premiare l’azione amministrativa portata avanti in questi anni da De Luca prima e Basile dopo, il gruppo dirigente democratico continua a riproporre lo stesso copione: attaccare Cateno De Luca, qualunque sia l’argomento del giorno.

Se “Messina è Cateno De Luca” dà così tanto fastidio, forse il problema non è lo slogan. Il problema è che quel rapporto politico con la città è stato costruito sul campo e sottoposto più volte al giudizio degli elettori. E il giudizio degli elettori, piaccia o meno al PD, è stato inequivocabile.

Se poi dietro questa improvvisa escalation di attacchi si nascondono malumori rispetto alle prospettive politiche regionali e alla possibilità di costruire un dialogo tra Cateno De Luca e le forze della sinistra, allora si tratta di un problema tutto interno al Partito Democratico. Lo affrontino nelle loro sedi e chiariscano quale linea intendono seguire, senza utilizzare Messina come terreno di regolamento dei conti.

Il PD messinese dovrebbe finalmente liberarsi dalla sindrome di Cateno De Luca. Perché continuare a parlare ossessivamente di lui non cancellerà né i risultati amministrativi né, soprattutto, quelli elettorali.

La politica dovrebbe confrontarsi sui fatti e sulle proposte. E se il PD vuole davvero capire cosa pensano i messinesi di questi otto anni, invece di affidarsi alle card sui social può partire da un dato molto semplice: il voto dei cittadini.

Lo afferma Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, replicando al partito democratico

ufficiostampa@sud-chiamanord.it

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