Messina, 30 luglio 2026. Le Isole Eolie, patrimonio Unesco per il loro valore geo-vulcanologico, si confermano una delle destinazioni turistiche più attrattive del Paese. Il sistema territoriale mostra un elevato livello di sviluppo, sostenuto dalla forza dell’offerta turistica, da un tessuto imprenditoriale dinamico e da un patrimonio naturale unico al mondo. Questo quanto emerge dal Report sul livello di sostenibilità turistica delle destinazioni che ospitano un sito Unesco, realizzato da Isnart – Istituto nazionale ricerche turistiche e culturali – nell’ambito del progetto speciale Mirabilia e promosso dalla Camera di commercio.
«Il Report realizzato offre un’importante analisi sulla sostenibilità e sullo sviluppo turistico delle Eolie, nostro prezioso sito Unesco – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – con focus interessanti sugli aspetti ambientali, sociali, economici e culturali. Dai dati emerge chiaramente la forte attrattività turistica del sito, che va comunque meglio disciplinata per garantire uno sviluppo sostenibile. A tal fine, è necessario adottare azioni integrate in ambito ambientale, sociale, economico, culturale e di governance, promuovendo una collaborazione più stretta tra enti, imprese e comunità locali».
L’analisi assegna alle Isole Eolie un livello complessivo di sviluppo turistico del 71%, uno dei valori più elevati tra le destinazioni analizzate. A trainare il risultato, sono soprattutto le imprese turistiche (88%), i prodotti turistici (83%), la comunità locale (81%) e il comparto dei turisti (74%), mentre la governance raggiunge il 63%. Le infrastrutture (40%) scontano il carattere isolano, con particolare riferimento all’accessibilità e ai collegamenti marittimi, che incidono sulla fruibilità dell’arcipelago durante tutto l’anno. Il report evidenzia, inoltre, una domanda turistica particolarmente solida. Dopo la flessione del biennio pandemico, le presenze hanno raggiunto nel 2024 il valore più elevato della serie storica, confermando la forte capacità attrattiva dell’arcipelago. Parallelamente, il 32% delle imprese attive appartiene alla filiera turistica, uno dei valori più alti tra le destinazioni italiane, mentre la ricettività extra-alberghiera risulta particolarmente sviluppata con una media di circa 570 strutture Airbnb per Comune, a conferma dell’ampio coinvolgimento della comunità locale nell’economia del turismo.
Sul piano ambientale emerge un quadro decisamente positivo. Il consumo medio di suolo si limita al 6%, la densità abitativa resta contenuta (135 abitanti per chilometro quadrato) e oltre il 90% delle recensioni esprime giudizi positivi sulla qualità naturalistica dell’arcipelago. Il Report sottolinea, tuttavia, la necessità di monitorare con attenzione gli effetti della forte concentrazione stagionale dei flussi su un ecosistema particolarmente fragile e di eccezionale valore geo-vulcanologico. Gli indicatori sociali evidenziano la principale criticità della destinazione. La pressione turistica raggiunge i 32,2 turisti per residente, tra i valori più elevati del campione, mentre la permanenza media si attesta a 3,17 notti, un valore positivo che suggerisce di puntare invece sulla destagionalizzazione al fine di allungare la stagionalità. Positiva, invece, la presenza del Terzo settore, con un ente del Terzo settore ogni 392 abitanti, elemento che rafforza il tessuto sociale locale. Molto positivo anche il quadro economico. L’indice di imprenditorialità raggiunge 12 imprese ogni 100 abitanti, mentre il 42,1% degli occupati lavora nel settore turistico, confermando il ruolo centrale del turismo nell’economia dell’arcipelago. Rimane, invece, contenuto il reddito pro capite, pari a 13.500 euro, dato che suggerisce di lavorare su una riduzione della stagionalità e quindi su una maggiore continuità di reddito.
Anche il patrimonio culturale rappresenta una leva importante per la competitività della destinazione. I luoghi della cultura registrano una media di 7.793 visitatori per Comune, mentre risultano positivi anche gli indicatori relativi alla percezione della dimensione artistica e alla qualità dei servizi di guida. Il Report suggerisce di rafforzare ulteriormente gli investimenti nella valorizzazione culturale per integrare sempre più il patrimonio storico con quello naturalistico e geo-vulcanologico. Inoltre, dal punto di vista climatico le Eolie confermano condizioni particolarmente favorevoli. Il comfort climatico interessa il 30,1% delle ore dell’anno, soprattutto nelle stagioni intermedie, elemento che rafforza le potenzialità della destagionalizzazione. Ancora più significativo il dato sulla qualità dell’aria, che risulta buona, discreta o moderata nel 99,5% delle ore dell’anno, uno dei principali punti di forza della destinazione per il turismo naturalistico, balneare e del benessere.
«La Carta nazionale della sostenibilità turistica delle destinazioni che ospitano un sito Unesco rappresenta uno strumento operativo che consente ai territori di misurare i propri punti di forza e individuare con precisione gli ambiti sui quali intervenire – dichiara Loretta Credaro, presidente di Isnart. Il report dedicato alle Isole Eolie evidenzia una destinazione che si colloca ai vertici nazionali per attrattività e capacità imprenditoriale. La sfida oggi consiste nel trasformare questa straordinaria forza competitiva in uno sviluppo ancora più equilibrato, attraverso una migliore gestione dei flussi, il rafforzamento dell’accessibilità, la destagionalizzazione e una governance sempre più integrata. È questo l’obiettivo dell’approccio ESG-C sviluppato da Isnart: fornire ai territori strumenti concreti per coniugare tutela del patrimonio Unesco, qualità della vita delle comunità e crescita sostenibile».










