Sottoscritto oggi, venerdì 24 luglio, a palazzo Zanca, il nuovo protocollo d’intesa tra Comune di Messina – Città Metropolitana, Slow Food Messina, Fondazione MeSSInA, Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e Camera di Commercio: la Messina Food Policy evolve in una Urban Food Policy Metropolitana, superando i confini urbani per connettere la città alle aree produttive e di valore dell’intero territorio provinciale.
Il protocollo è stato firmato dal sindaco di Messina e della Città Metropolitana Federico Basile, dal presidente di Slow Food Messina Nino Mostaccio, dal presidente di Fondazione MeSSInA Gaetano Giunta, dal presidente della Camera di Commercio Ivo Blandina e dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo, alla presenza dell’assessora con delega all’Ambiente e alla Transizione ecologica Liana Cannata e di Maria Cristiana Laurà dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.
La nuova Urban Food Policy rappresenta un cambio di paradigma: il cibo viene riconosciuto come elemento strategico della pianificazione urbana e territoriale, al pari delle grandi infrastrutture e dei servizi essenziali, con l’obiettivo di costruire un sistema alimentare più resiliente, sicuro, sostenibile e inclusivo. La città assume così un ruolo attivo nella governance del sistema alimentare, trasformandosi da semplice luogo di consumo a soggetto coordinatore di una rete capace di valorizzare biodiversità, paesaggio, produzioni locali ed economie territoriali. “Nutrire la Città” diventa la nuova sfida: significa pianificare le risorse alimentari, sostenere filiere buone, pulite e giuste e contribuire alla tutela del futuro delle prossime generazioni.
“Il passaggio a Messina Urban Food Policy rappresenta un salto di qualità nella capacità della città di governare le relazioni con il territorio che la circonda – ha dichiarato il sindaco Basile –. Significa superare i confini urbani per costruire una visione metropolitana, capace di mettere in connessione comunità, aree produttive e risorse locali. Il cibo diventa così uno strumento strategico per pianificare il futuro del territorio, rafforzando il legame tra ambiente, economia e coesione sociale”.
Il percorso nasce nel 2022 con il protocollo Messina Food Policy, che aveva individuato nella centralità del cibo una leva per affrontare alcune delle principali emergenze contemporanee, dalla crisi climatica alle disuguaglianze economiche e sociali. Nel primo periodo di attività il lavoro si è concentrato sulla costruzione di una rete territoriale e sulla mappatura dei custodi del territorio, valorizzando competenze, produzioni e realtà locali. Nel 2023, con l’ingresso dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, la prospettiva si è ulteriormente ampliata, includendo la dimensione logistica, commerciale e strategica legata al mare e alla continuità territoriale. A distanza di quattro anni dall’avvio, la governance e i partner hanno valutato i risultati raggiunti e individuato la necessità di un ulteriore passo avanti: passare da una Food Policy generale a una Urban Food Policy Metropolitana, capace di integrare il centro cittadino con le macro-aree di valore della provincia.
“In questi anni di lavoro – ha aggiunto il presidente di Slow Food Messina Mostaccio – abbiamo costruito una rete sempre più ampia, condividendo progettualità e strategie. Oggi siamo pronti ad avviare azioni concrete per raggiungere gli obiettivi strategici sottoscritti attraverso una vera rivoluzione di prospettiva: il cibo locale diventa la lingua con cui una città scrive il proprio futuro, attivando processi di metamorfosi rigenerativa”.
Sul fronte della dimensione sociale e comunitaria della Urban Food Policy, il presidente di Fondazione MeSSInA Giunta ha evidenziato il ruolo del cibo come strumento di inclusione, rigenerazione e sviluppo dei territori, in grado di favorire nuove forme di partecipazione e collaborazione tra comunità.
“La partecipazione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto conferma il ruolo strategico del sistema portuale all’interno di una visione integrata del territorio – ha affermato il presidente Rizzo. Porti e infrastrutture non sono soltanto luoghi di transito, ma piattaforme di connessione e sviluppo. La collaborazione dell’AdSP alla Messina Food Policy sarà ampia e diversificata in azioni promozionali e orientate soprattutto a coinvolgere i passeggeri e le compagnie crocieristiche, per contribuire a costruire un sistema alimentare più efficiente, sostenibile e capace di valorizzare le produzioni locali”.
Il presidente della Camera di Commercio Blandina ha richiamato invece il ruolo strategico del sistema agroalimentare nell’economia locale, evidenziando la funzione dell’Ente nel raccordo con il mondo produttivo e nel sostegno alle filiere territoriali, alle imprese e ai percorsi di valorizzazione delle produzioni locali.
La Urban Food Policy Metropolitana di Messina segna così il passaggio a una nuova visione del territorio, nella quale il cibo diventa una leva strategica di sviluppo sostenibile, capace di connettere comunità, ambiente ed economia e di rafforzare la resilienza dell’intera Area Metropolitana. Messina si trasforma da semplice luogo di consumo a nodo coordinatore di un sistema alimentare resiliente, sicuro, pulito e giusto, chiamato a raccogliere la nuova sfida del “Nutrire la Città”: coltivare biodiversità, difendere il paesaggio, generare economia buona, pulita e giusta e tutelare il futuro delle prossime generazioni.










