A seguire la nota delle Segreterie Nazionali Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uiltec-Uil:
La vertenza aperta in queste settimane nella centrale di San Filippo del Mela per le note vicende che stanno attraversando la storia del sito, dimostra, una volta di più, di come il settore sia sprovvisto, nei fatti, di uno strumento tutelato costituzionalmente, quale il diritto di sciopero.
Ci sarà modo di affrontare la questione a livello di settore, perché delle due l’una: o davvero si instaurano relazioni sindacali di alto profilo, possibilità di cui si comincia a dubitare, oppure, così come avviene negli altri settori, anche quello elettrico si dovrebbe dotare di regole che permettano ai lavoratori di esercitare un diritto costituzionalmente riconosciuto, pur contemperandolo con quello del servizio pubblico erogato. Nel caso specifico, oltretutto, si tratta di un impianto che potrebbe uscire dal mercato tra qualche anno, ma oggi ritenuto indispensabile e quindi, proprio in quanto indispensabile, inibisce ogni possibilità di sciopero ai turnisti. Sembra un controsenso, ma tant’è!
Ma torniamo al punto: il futuro della centrale di San Filippo del Mela. Basta, davvero basta! Stiamo assistendo da anni a fantomatici progetti che, per una ragione o per l’altra, nella migliore delle ipotesi si affievoliscono o si trasformano in una versione più light. Mancate autorizzazioni, presunti rincari, scelte ministeriali, ricorsi di varia natura, assenza di incentivi: sembra il gioco delle tre carte in versione moderna. Intanto, il tempo stringe e ogni soluzione possibile si allontana. Lo si percepisce anche durante le riunioni nelle sedi istituzionali preposte, dove le sicurezze apparenti di qualche tempo fa cominciano a lasciare spazio alle incertezze di oggi. A2A è un’azienda importante, da sempre presente sul territorio siciliano, da cui ha ricevuto molto, in termini produttivi. Ora, legittimamente, è San Filippo del Mela a chiedere.
Non è più il tempo degli impegni differiti, servono certezze. Dietro ogni lavoratore, c’è una famiglia che ha il diritto di progettare e pianificare il proprio futuro, senza l’ansia che pervade chi rischia di perdere il lavoro o la preoccupazione di doversene andare, chissà dove, affinché quel lavoro lo possa conservare. Dopo oltre dieci anni di questo andazzo, non se ne può più. Le Segreterie Nazionali di categoria insieme a quelle locali, non possono accettare oltre questa condizione.
La consapevolezza che la vicenda sia complicata e che nessuna azienda sia disposta a investire a perdere non sfugge a nessuno, ma è indispensabile che tutti profondano un impegno supplementare per garantire una soluzione apprezzabile, a partire dai vertici del Gruppo.
Le OO.SS. Nazionali sono disposte fin da subito a far funzionare concretamente la cabina di regia, già istituita, per ascoltare, proporre, condividere; che siano vecchi o nuovi progetti, trasferimento di attività dal centro, nuovi business. Se serve, promuovere azioni comuni per sollecitare scelte politiche che possano favorire un futuro lavorativo per il sito. Le persone sono pronte, non hanno mai avuto paura a riconvertire la propria professionalità e ad affrontare sfide nuove, ma vogliono farlo nella loro terra. Per il giorno 22 luglio, è convocato un incontro per l’approfondimento del piano industriale della BU Generazione. Un’occasione per ri-avviare un confronto sul futuro della centrale.
Condividendo le regole d’ingaggio e uscendo dal solito schema, quello del vorremmo ma non si può! Non sarebbe più sopportabile; in questo momento è indispensabile garantire discontinuità rispetto a un passato fatto di impegni mai onorati. Oggi, più di ieri, nessuno, ma davvero nessuno, si può permettere di disattendere le aspettative dei lavoratori di San Filippo del Mela.










