L’indagato messinese coinvolto nella recente inchiesta per spionaggio a favore della Russia si chiama Sergio Romeo, un uomo di 57 anni originario di Messina.
La clamorosa operazione, condotta dal Ros dei Carabinieri e coordinata dalla Procura di Roma, ha portato alla luce una rete che vendeva informazioni riservate e segreti militari ai servizi segreti di Mosca in cambio di denaro. I vertici della rete sono due ex funzionari dell’AISI (l’Agenzia informazioni e sicurezza interna) ora in pensione, ovvero il sardo Gavino Raoul Piras (59 anni) e il materano Vincenzo Di Pasquale (59 anni). Le informazioni venivano passate direttamente a un funzionario dell’ambasciata russa a Roma, coperto da immunità diplomatica. Oltre al messinese Sergio Romeo, risultano indagate altre quattro persone (tra i quali militari in servizio fino a pochissimo tempo fa): i foggiani Davide Piantanida e Gianluca Nardella, e i baresi Giuseppe Tempesta e Antonio Guerra.
Le accuse formulate dai magistrati, a vario titolo, per i membri della rete includono reati gravissimi contro la sicurezza dello Stato:
- Spionaggio politico o militare.
- Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato.
- Rivelazione di segreti di Stato.










