Foto di: Antonio De Felice
A Piazza Unione Europea, fra bandiere e gonfaloni , davanti alle rappresentanze civili, militari ed ecclesiastiche del territorio, la Festa della Repubblica ha celebrato quest’anno un anniversario speciale: gli ottant’anni della nascita della Repubblica Italiana.
Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili ,militari ed ecclesuiastiche, i rappresentanti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, le Associazioni combattentistiche e d’aArma, i Sindaci e numerosi cittadini. Un appuntamento che si rinnova ogni anno, ma che questa volta ha avuto un significato particolare, legato a una ricorrenza che appartiene alla storia del Paese e, in fondo, alla storia di ogni famiglia italiana.
Dopo gli onori e i momenti previsti dal cerimoniale, fra cui la deposizione della corona d’alloro al Monumento dei Caduti, la Prefetta, Cosima Di Stani, ha dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, che ha richiamato il valore dell’unità nazionale, della partecipazione e del senso di responsabilità che tengono insieme la comunità democratica.
Ottant’anni fa gli italiani furono chiamati a scegliere. Era il 2 giugno 1946 e il Paese cercava di rialzarsi dopo la guerra. Le città portavano ancora addosso i segni delle distruzioni, tante famiglie piangevano i propri morti e il futuro appariva tutt’altro che scontato. Eppure milioni di persone si misero in fila davanti ai seggi per votare.
Forse è proprio questo l’aspetto che colpisce ancora oggi. Quegli uomini e quelle donne non sapevano come sarebbe stato il domani. Sapevano però che il loro voto contava. Che il futuro dell’Italia passava anche da una scelta personale e collettiva insieme. C’era la voglia di lasciarsi alle spalle gli anni più bui, di costruire un Paese più giusto, più libero, più capace di offrire opportunità alle nuove generazioni.
A distanza di ottant’anni, quei sentimenti non appaiono così lontani. Cambiano i problemi, cambiano i contesti storici, ma restano la fiducia nelle istituzioni democratiche, il senso di appartenenza a una comunità e la convinzione che il bene comune richieda l’impegno di tutti.
La cerimonia di Piazza Unione Europea è stata anche questo: un momento per ricordare da dove veniamo e per riflettere sul significato di una scelta che continua a parlare al presente. Perché la Repubblica non è soltanto una forma di Stato, è una storia condivisa, costruita giorno dopo giorno da generazioni di italiani.
E il modo migliore per celebrarla, ottant’anni dopo, resta forse quello di custodirne i valori con la stessa fiducia con cui, il 2 giugno 1946, milioni di cittadini affidarono il proprio futuro a una scheda elettorale.










