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Basile e De Luca: nel Salone delle Bandiere l’analisi del voto cittadino e provinciale: “Non un fenomeno politico, ma un modello amministrativo costruito dal 2018”

“Ci siamo rimessi al giudizio dei messinesi senza alcuna certezza”. Basile e De Luca rivendicano la scelta delle dimissioni e il successo del modello amministrativo .

Una conferenza stampa partecipata e dal forte valore politico-istituzionale quella tenutasi questa mattina nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, convocata per analizzare i risultati delle elezioni amministrative 2026 nella città di Messina e nei Comuni della provincia chiamati al voto.

Un’occasione per leggere numeri, percentuali e proiezioni elettorali, ma soprattutto per tracciare una riflessione politica sul consenso ottenuto dalla coalizione guidata dal leader del movimento Sud chiama Nord, Cateno De Luca.

Ad aprire gli interventi è stato il neo rieletto sindaco di Messina, Federico Basile, che ha definito il risultato elettorale “non un fenomeno isolato, ma il consolidamento di un modello amministrativo e politico”.

La prima conferenza stampa del nuovo sindaco Federico Basile ha lo scopo di raccontare non solo con i numeri ma anche con le proiezioni ciò che è stata questa campagna elettorale. Questo successo non è un fenomeno ma un modello di organizzazione amministrativa. I numeri raccontano una città che ha rinnovato la fiducia al sindaco e all’amministrazione”, ha detto.
Nel corso del suo intervento, Basile ha rivendicato il percorso politico avviato nel 2018 con Cateno De Luca, sottolineando come Messina abbia ritrovato centralità politica e amministrativa. “È indubbio che dal 2018 questa città è cambiata perché ha avuto voglia di cambiare, trovando uno strumento che è stato l’onorevole Cateno De Luca. Amministrare è importante ma anche fare politica, e questa città è tornata a farlo diventando baricentro provinciale e regionale”, ha spiegato Basile.

Il sindaco ha quindi illustrato i principali dati elettorali, evidenziando il risultato della coalizione civica e il netto vantaggio ottenuto in città. “Nel 2026 abbiamo ottenuto il 58.4% di voti per il sindaco, il 57,16% dei voti di lista, superando il centrodestra, sostenuto da una corazzata politica regionale e nazionale. La politica deve guardare ben oltre i colori”, ha spiegato.
Basile ha inoltre posto l’accento sulla crescita del consenso rispetto al 2022, parlando di una partecipazione popolare più ampia e consapevole. “Abbiamo preso 20 mila voti in più rispetto al 2022. Più gente è andata a votare perché più gente si è sentita rappresentata. Questo è un segno di fiducia politica che non accadeva da diversi anni”, ha aggiunto ancora.

Nel dettaglio, la coalizione di Sud chiama Nord è risultata prima in tutte e sette le circoscrizioni cittadine, di cui ha vinto sei su sette presidenze, superando il 50% in ciascuna di esse e risultando avanti in 248 sezioni su 253. Particolarmente significativo anche il raffronto con il voto del 2022, che registra una crescita del gradimento dal 45,5% al 58,4%, con incrementi in 240 sezioni elettorali su 253.
Federico Basile ha quindi difeso la scelta delle 15 liste a sostegno della coalizione, replicando alle critiche ricevute durante la campagna elettorale. “Gridare allo scandalo per 15 liste è stato offensivo. Nel 2026 siamo perfettamente nella media delle competizioni elettorali del 2005, 2007, 2013 e 2022. La partecipazione nasce dalla voglia della cittadinanza di esserci”, ha sottolineato il sindaco.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, il primo cittadino ha rivendicato la continuità amministrativa e ringraziato la struttura comunale e il commissario che ha guidato Palazzo Zanca nella fase pre-elettorale. “La città ha scelto non solo la continuità ma un’azione amministrativa che ha dato risultati concreti. Abbiamo fatto gli interessi della città con i fatti. La volontà popolare va rispettata”, ha concluso Basile.

A ripercorrere le dinamiche politiche e strategiche che hanno accompagnato la scelta delle dimissioni anticipate e il ritorno al voto il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca che ha rivelato l’esistenza di un sondaggio commissionato a SWG il 23 gennaio 2026, mantenuto riservato fino a oggi. “La coalizione di Basile partiva appena dal 35% di gradimento. Non era affatto scontata né la vittoria al primo turno né quella al ballottaggio.
Quando Federico Basile si è dimesso il risultato era stato chiarissimo: il 64% dei cittadini era perplesso rispetto alle possibili elezioni anticipate.

Solo il 26% riteneva urgente votare subito. Quando Federico Basile ha rassegnato le dimissioni dunque non lo ha fatto guardando alla possibilità di una facile vittoria, ma solo a una reale esigenza di avere una maggioranza solida.
Molti pensavano che i sondaggi ci garantissero una vittoria facile. Non era così. Il sondaggio diceva esattamente il contrario, ma nonostante questo io e Federico Basile abbiamo deciso di andare a elezioni anticipate – ha spiegato – Trovatemi un sindaco che rinuncia a fare per un altro anno e mezzo il sindaco con dati che non garantivano il ritorno a Palazzo Zanca mentre durante una amministrazione comunque certa si stavano verificando logoramento e ostruzionismo in Consiglio comunale”.

Nel corso dell’intervento, De Luca ha rivendicato la strategia politica adottata nei mesi successivi, parlando di una crescita significativa del consenso fino al risultato finale del 58,40%. Partendo da un dato: la fiducia che il 23 gennaio 2026 era al 49%, il 20 aprile è cresciuta fino al 60%.
“Abbiamo messo in campo una strategia che ha portato a un risultato importante, facendo aumentare di 11 punti la fiducia nei confronti di Basile, nonostante una campagna elettorale durissima – ha proseguito De Luca – Chi ha perso deve capire perché ha perso. Noi siamo cresciuti del 28% dal 2018 a oggi”.
“Abbiamo lasciato il palazzo municipale con le carte in regola. Lo abbiamo fatto fino alla fine. Pur sapendo che non era garantito il ritorno di Federico Basile la cui prima qualità che ha e che gli ho sempre riconosciuto e che è una persona perbene in ogni circostanza – ha detto ancora – E a chi ci ha rinfacciato la scelta delle dimissioni chiedo è meglio un pessimo sindaco o un buon commissario? Il sindaco deve essere nelle condizioni di dare il meglio e, se non può farlo, torna dagli elettori. Ed è quello che abbiamo fatto”.
Nel finale, il leader di Sud chiama Nord ha rivolto un appello alla città e alla classe dirigente messinese. “Messina deve diventare il baricentro dei nuovi equilibri politici e amministrativi. Chi continua a ragionare per piccoli interessi di quartiere danneggia la città – ha concluso – Si facciano adesso all’interno del centrodestra e del centrosinistra un’analisi per comprendere cosa è accaduto negli ultimi 8 anni”.
La conferenza si è conclusa con i ringraziamenti rivolti alla struttura amministrativa comunale, ai dirigenti, ai componenti dello staff politico-amministrativo e ai candidati impegnati nelle elezioni provinciali, con particolare riferimento ai risultati ottenuti a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto.

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