L’assenza dei vertici aziendali all’incontro convocato dal Presidente Rizzo, è l’emblema delle modalità con cui la prima impresa cittadina sta gestendo la vertenza che ha al centro il licenziamento immotivato, che verrà impugnato, di 13 operai. Si è in presenza di uno vero e proprio sgarbo istituzionale verso l’Apds, che è titolare delle aree in concessione al gruppo Caronte&Tourist.
L’apertura della procedura dei licenziamenti collettivi, che scatteranno a partire dal 31 maggio, è avvenuta in assenza di un qualsiasi precedente confronto su altre soluzioni e senza che i cantieri navali dello stretto fornissero ai rappresentanti dei lavoratori un piano industriale sulle sorti del cantiere. Un atteggiamento inaccettabile nei confronti dei lavoratori che si vedono licenziati, nonostante il cantiere non attraversi alcuna crisi di commesse.
La Fiom non accetta questa vera e propria provocazione ai danni degli operai e in vista della mobilitazione di venerdì 29 maggio la Fiom chiede alle istituzioni pubbliche, e al Comune in particolare, di assumere una posizione chiara contro questi licenziamenti e di intervenire con tutti i mezzi a disposizione contro una inaccettabile scelta che va a colpire il lavoro. Sono stati centinaia i messinesi che hanno sottoscritto la petizione popolare per la revoca dei licenziamenti e la Fiom di Messina e tutta la Fiom siciliana invitano tutti a solidarizzare con la lotta degli operai e di intervenire al presidio che si terrà davanti ai cantieri navali venerdì 29 maggio.
Daniele David – Segretario Generale Fiom Messina – Francesco Foti
Segretario Generale Fiom Sicilia – Serafino Biondo Coordinatore
Regionale Fiom Cantieristica Navale











